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Caldoro "non idoneo", fallimento A.Di.S.U.

Scritto da Giuseppepio Consorti Il . Inserito in A gamba tesa

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Le elezioni regionali sono alle porte. L’attenzione è ora concentrata per lo più sulla questione trasporti, soprattutto per l’ultimo scivolone del binomio “Caldoro-Vetrella” che, a pochissimi mesi dalle urne, hanno pensato bene di fare un assist ai loro avversari aumentando il costo di tutti i biglietti di tutte le aziende di trasporto pubbliche della regione. Attenzione però, non cadiamo nell’errore di credere che le competenze della regione si limitino a questo, essa, infatti, incide fortemente su molteplici questioni.

Resta inspiegabilmente nell’ombra la questione diritto allo studio: l’azienda per il diritto allo studio universitario, meglio conosciuta come A.Di.S.U., è un ente regionale, il cui Presidente ed i membri del Consiglio di Amministrazione vengono nominati con Decreto del Presidente della Giunta regionale della Campania. La situazione attuale è questa: risultano non pagati circa i 2/3 delle borse di studio assegnate negli ultimi 3 anni, il numero degli “idonei non assegnatari” ( status che riconosce la tua idoneità ma senza l’assegnazione di borsa) in molte aggregazioni supera il numero degli assegnatari, dati alla mano nell’ultimo anno mancano all’appello 13,6 milioni di euro destinati alle borse di studio provenienti dalla famosa tassa regionale che gli studenti versano annualmente, probabilmente utilizzati per coprire vuoti di bilancio della Regione. Entrando nel merito della questione spunta un altro dato sensibilmente preoccupante: le graduatorie dal secondo anno in poi vengono stilate in base ad un “indice di merito” che non tiene  conto del reddito, ma soltanto della media voti e dai crediti ottenuti, utilizzando i dati provenienti dalla certificazione I.S.E.E. solo come requisito di ingresso in graduatoria. Quindi, facendo un esempio, se io avessi reddito 0, ed un mio collega studente reddito pari a 15.800,00 euro (soglia prevista dal bando di concorso), entrambi avremmo accesso alle graduatorie, ma se lui avesse una media 29,8/30 ed io 29,7/30 e ci fosse una sola borsa, io non ricevei alcun contributo per poter continuare la mia carriera universitaria. Analizzando quello che è uno dei più grandi fallimenti, se non il più grande, della Giunta Caldoro c’è poco da dire.

Così come Lei, mio caro Presidente, ci ha negato il diritto allo studio, dia a noi il diritto di lasciarla a casa il prossimo 17 Maggio!