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Anixe ligo to parathiro

Scritto da Mario Bianchi Il . Inserito in Vac 'e Press

Lista-Tsipras

“Anixe ligo to parathiro”, (il greco è d’obbligo di questi tempi pieni di speranza) ho detto ieri sera a mia moglie, c’è bisogno di un po' d’aria fresca, qui sento odor di muffa, di cose e ragionamenti ormai superati, insomma a me tutto questo entusiasmo per la vittoria di Αλέξης Τσίπρας (regolarmente scritto) mi sembra proprio un’esagerazione.

Lei era lì, con ancora nelle orecchie la melodia di Bella Ciao cantata con accento greco, con gli occhi lucidi di nostalgia e non ha potuto fare a me di lanciarmi uno sguardo fulminante.
Allora ho provato a spiegarmi:
La Grecia ha una popolazione di poco più di 11 milioni di abitanti (11.127.980), in Italia la Lombardia ne conta poco meno di 10 (9.992.000). Alle elezioni greche gli elettori erano 9.906.954, hanno votato solo 6.181.270. Insomma sono mancati all’appello 3.725.684 votanti.
Syriza ha ottenuto 2.246.064 voti. Di questo si tratta. Diamoci una calmata!
La brigata Kalimera è andata lì con alla testa Luciana Castellina, Luciana Castellina? Si Lei, rispettabile donna di 85 anni. Che bello saperla ancora entusiasta! Anche lei però casca nel solito errore della sinistra italiana, quella di innamorarsi di chi, dicendosi di sinistra e per giunta radicale, ci fa sognare, salvo poi allearsi con la destra nazionalista e un tantino xenofoba.
Insomma il 36% dei votanti, circa il 22% degli aventi diritto al voto, ottiene quasi la maggioranza dei seggi, e se avesse superato il quaranta la avrebbe ottenuto per intero la maggioranza, e si, ci sarebbe piaciuta molto questa clausola se fosse stata applicata in questo caso. Invece in Italia no, in Italia.
Dunque, in una piccola e marginale nazione europea (economicamente marginale, lo so! La cultura greca è parte integrante che dico, è parte fondativa, dell’Europa e blababla) alle elezioni vince un partito o meglio, una coalizione di ben 5 partitini della sinistra greca (Synaspismos , AKOA, DEA, KEDA, Cittadini attivi) che chissà se sopravvivrà alla prova del governo.
Il vincitore contando sulla delusione di un popolo, sulla crisi economica, sulla rabbia verso una classe politica deludente, mette insieme difesa del pubblico impiego e promette assunzioni statali, critica del potere finanziario e dichiarazione di non voler ripagare più il suo debito, o almeno di volerlo ricontrattare e per finire, individua il nemico nell’Europa dei burocrati e promette il ripristino della tredicesima, tasse sulla casa, misure per i più bisognosi, esenzioni fiscali e rialzo del salario minimo.
Basta questo bel po’ di macedonia ed ecco che in Italia la sinistra si ringalluzzisce: ora si che si può ripartire e rimettere insieme spezzoni del PD (la minoranza) con una spruzzatina di Sel e di Rifondazione e al canto nuovo di Bella Ciao riprendere il cammino verso il sol dell’avvenire.
Ma siamo così ingenui e così sprovveduti da non chiederci nemmeno come e perché questo partito e questo programma ha vinto, o come sarà possibile attuarlo.
Di quel debito non restituito che fine faranno i miliardi in carico all’Italia, dovremo mettere mano alle nostre tasche? (che pensiero meschino!).
Intanto il governo greco è stato nominato, tutti maschi (ma cosa importa), con la destra (e cosa vuol dire!) l’importante è il risultato. Appunto il risultato, altro che sinistra anticapitalista, qui si tratta di salvarsi e sopravvivere e Tsipras per farlo non si farà molti scrupoli ideologici.
Un po' d’aria fresca si c’è bisogno di un po’ d’aria fresca: “ αγιχε λίϒό τό παρατιρω Anixe ligo to parathiro”.
Ah si vi spiego, sono le poche parole di greco moderno che conosco, una vecchia e struggente canzone di Mikis Theodorakis, cercatela su Youtube. Che significa?  “apri  un poco la finestra”.