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Il Mav (Museo Archeologico Virtuale)

Scritto da Antonio Indolfi Il . Inserito in Vac 'e Press

Nato nel maggio 2008, il Mav (Museo Archeologico Virtuale) ha, nel tempo, consolidato il suo ruolo di avanguardia all'interno del panorama museale italiano, meravigliando con le sue installazioni ad alto tasso di innovazione ed attraendo migliaia di visitatori da tutto il mondo.

Non sono mancati, tuttavia, momenti difficili in questi anni. Ne parliamo con il direttore generale, Ciro Cacciola, partendo proprio dalle criticità incontrate.

Direttore, come si è risolta la situazione di difficoltà col pagamento degli stipendi ai dipendenti, verificatasi circa 2 anni fa?

Siamo riusciti a superare le traversie, nonostante l'assenza dei finanziamenti programmati della Regione. Somme stanziate, messe già a bilancio, che non ci vengono versate, causando notevoli problemi nella gestione delle spese, che come potrà immaginare sono di importante entità per una realtà d'innovazione come la nostra.

Ritiene che oggi il volume di visite sia pari a quello “prevedibile” per un museo del genere?

Ci attestiamo ormai sui 60-65 mila visitatori all'anno, cui si deve aggiungere il flusso di spettatori degli spettacoli organizzati all'interno della nostra struttura. Un risultato di tutto rispetto, con un trend positivo del 18 per cento nell'ultimo anno di gestione, che ci permette di sopravvivere e mantenere i bilanci in attivo nonostante tutto.

Quali prospettive per il Mav, nel futuro prossimo?

Stiamo sviluppando sempre più la nostra immagine nel mondo come realtà di eccellenza: basti pensare che il British Museum si è servito di una nostra installazione per la mostra su Pompei che si aprirà nel prossimo marzo e che si preannuncia come la più importante, sul tema, nel periodo recente. Cercheremo, inoltre, di favorire strategie comunicative vincenti, sulle quali magari non abbiamo investito adeguatamente finora.

Rammarichi?

La nostra realtà è apprezzata già da tempo nel panorama estero. Non possiamo dire lo stesso per l'Italia, dove in pochi paiono accorgersi del nostro museo; e questo, certo, fa molto riflettere.
Poi, certo, se le istituzioni si accorgessero del nostro piccolo gioiello..