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Un passo avanti

Scritto da Leonardo Impegno Il . Inserito in Il Palazzo

mattarella svolta

L'elezione di Sergio Mattarella può essere considerato un punto di vera ripartenza per l'azione di governo, per il Paese e per il Mezzogiorno. Un punto di svolta che delinea all’orizzonte un esecutivo di legislatura e che lascia intravedere concreti spazi di manovra per un’azione riformatrice che recuperi i ritardi accumulati dal Paese e dia una nuova credibilità alla classe politica.

Il lavoro paziente ed efficace portato avanti, negli ultimi mesi, dal premier Matteo Renzi, ha centrato due risultati estremamente importanti in un periodo nel quale l’economia europea continua ad essere sottoposta a forti pressioni destabilizzatrici. In primo luogo Renzi è riuscito a portare al Quirinale un uomo di altissimo profilo, profondo conoscitore delle regole democratiche e del diritti costituzionale. Un arbitro imparziale, come lui stesso di è definito nel discorso di insediamento, indispensabile in una fase di profondo cambiamento.
Il secondo, quello meno prevedibile, è il nuovo assetto politico. La caduta del cosiddetto “Patto del Nazareno” non comporta affatto un indebolimento dell’attuale esecutivo. Anzi, per certi aspetti, è la conferma della sua capacità di andare avanti sui fatti e sui risultati concreti, sulle azioni pratiche, al di là delle alchimie politiche e delle formule più o meno abusate. L’elezione di Mattarella al Quirinale ha, di fatto, dimostrato l’esistenza di un partito compatto, capace di andare diritto al cuore dei problemi, avendo come obiettivo soprattutto la tutela e la difesa degli interessi generali.
Ora bisogna continuare su questa strada, con un passo se possibile, ancora più deciso. I richiami del nuovo Presidente della Repubblica alle rispettive responsabilità vanno nella giusta direzione. Ma, ancora più importanti, sono stati i passaggi che Mattarella ha dedicato al Mezzogiorno, un tema che negli ultimi anni, è stato accolto da un assordante silenzio, rotto solo dalle parole autorevoli di Napolitano. Il richiamo al Mezzogiorno del nuovo inquilino del Quirinale non è stato affatto rituale. Anzi: aver incanalato la questione nel solco della Costituzione, rappresenta un ulteriore passo in avanti sulla strada di un pieno riconoscimento del divario Nord-Sud, il più antico e il più profondo che la storia europea ricordi. Questione Mezzogiorno e riforme sono, da questo punto di vista, le due facce della stessa medaglia. Non sarebbe possibile concepire uno sviluppo del Paese con un terzo della popolazione condannato ad un inesorabile declino economico. Così come è illusorio pensare a rimettere in moto la macchina delle riforme lasciando indietro un terzo del Paese. Mattarella ha detto parole, finalmente, chiare su questo terreno. Ora tocca al governo, al Pd ma anche a tutte le forze politiche responsabili realizzare un grande progetto che tenga insieme il percorso delle riforme, sia economico che istituzionale, con lo sviluppo del Sud. E’ la grande sfida che abbiamo davanti. Dobbiamo, tutti insieme, vincerla.