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Rifiuti e compostaggio, serve strategia

Scritto da Francesca Scarpato Il . Inserito in Il Palazzo

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A quanto pare sui nostri quotidiani, da un po' di giorni il dubbio amletico: termavalorizzatore o non termovalorizzatore; sembra aver lasciato il posto ad un nuovo dilemma: impianto di compostaggio si, impianto di compostaggio no. E tutto questo a seguito delle ultime dichiarazioni del sindaco di Napoli che questa volta sembra intenzionato a costruirne uno a Scampia.

Fermo restando le affermazioni di chi in campagna elettorale prometteva di risolvere il problema dei rifiuti in 6 mesi e poi da anni continua a spendere milioni per portare all'estero i nostri, in violazione di qualsiasi normativa europea, noi, Giovani Democratici della città metropolitana di Napoli, continuiamo a credere che finché il ciclo dei rifiuti non verrà chiuso con una precisa strategia comune a tutta la regione, ogni singolo intervento sarà, inutilmente, sempre fine a se stesso.
Innanzitutto continua ad essere prioritario cercare di raggiungere, quanto meno, discreti livelli di raccolta differenziata, sopratutto a Napoli città e di lì capire le reali esigenze di smaltimento delle singole frazioni: che senso ha costruire un grande impianto (che sia Scampia o che sia altrove) se poi non si conoscono le reali quantità con cui si avrà a che fare?In secondo luogo crediamo che si continuino a sbagliare tempi e modi. "Governance" non può continuare ad essere quel bel parolone vuoto di cui molti pseudo politicanti si riempiono la bocca (senza per altro conoscerne quasi mai il reale significato) ma dovrebbe essere lo strumento cardine di cui avvalersi, a maggior ragione in casi delicati come questi.
Ascoltare i territori e condividere i piani strategici con coloro che li dovranno realizzare o sostenere anziché subire, è di prioritaria importanza in una regione come la nostra che da anni vive di "scelte calate dall'alto"; senza per altro alcun tipo di ristoro. Ricordiamo infatti che ad Acerra sono ancora in attesa dei benefici (economici e non solo) stipulati nei vari protocolli d'intesa. Per la serie: oltre il danno anche la beffa.
Luigi Nicolais, presidente del Cnr, professore di Tecnologie dei polimeri con oltre 350 pubblicazioni scientifiche all'attivo, nonché gravitante nell'orbita del Partito Democratico, qualche giorno fa si è espresso sul caso molto chiaramente. Oltre ad averci fatto ben capire che molti continuano a parlare di impiantistica e relativi impatti ambientali senza averne una reale cognizione di causa (magari cavalcando semplicemente le paure delle persone per recuperare qualche consenso), ci ha paventato una possibile e pratica soluzione che proveremo, come GD Napoli, a riproporre nelle sedi opportune: creare, come accade già in molti altri Paesi, diversi siti di compostaggio più piccoli, a seconda delle reali esigenze, provando in questo modo anche a dividere il sacrificio.