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La Campania, il Paese e la Finmeccanica

Scritto da Salvatore Salzano Il . Inserito in Il Palazzo

Regione Campania sede

Che impatto ha il gruppo Finmeccanica nel nostro paese? E in particolare qual è il ruolo strategico in Campania ?
Ecco alcune domande che mi pongo da quando mi occupo di sviluppo e attività produttive per la federazione del PD metropolitano di Napoli.

Partiamo dalla storia , Finmeccanica sta per Finanziaria Meccanica, società costituita nel 1948 con il compito principale di assumere partecipazioni in industrie meccaniche, curarne il riassetto e fornire opportuna assistenza finanziaria. È una delle tre principali finanziarie create dall’IRI (Istituto per la Ricostruzione Industriale), ed è quella che verrà apprezzata in campo internazionale soprattutto con l’Ansaldo negli anni Settanta.
La sua storia è caratterizzata fino alla seconda metà degli anni Novanta da una lunga serie di acquisizioni e cessioni che più di una volta le fanno cambiare mercato di riferimento e strategia industriale.
In questo contesto Finmeccanica diviene quel gigante della difesa che noi tutti conosciamo e che oggi aspira a essere un Global Service Group.
Proprio nel momento in cui Finmeccanica inizia a ristrutturare le sue attività, la guerra fredda, durata per più di quarant’anni, finisce con la dissoluzione del blocco sovietico.
Nel mondo occidentale, soprattutto nel settore della difesa, le strategie devono essere ripensate per adattarsi al nuovo scenario internazionale.
In Italia la situazione è molto complicata dato che non esiste una impresa leader in quel settore.
Le numerose imprese che si occupano di forniture militari sono troppo piccole e producendo un po’ di tutto non riuscirebbero mai e poi mai ad affermarsi in ambito internazionale. Le scelte sono due: o creare il “campione nazionale” o vendere ai migliori offerenti le imprese che si occupano del settore della difesa. La linea di condotta prevalente, all’interno dell’IRI, spinge per la creazione di un polo italiano della difesa. Per la realizzazione del progetto viene scelta Finmeccanica.
Come rispondere alla prima domanda?
Se penso alla società economica del nostro paese durante gli anni post seconda guerra mondiale, mi verrebbe subito da dire che il sistema si risollevò con la consapevolezza che solo mettendo assieme le migliori competenze e capacità l’Italia sarebbe uscita da quel limbo.
Le scelte politiche , avvenute per rilanciare la crescita, avevano una grande ricaduta in termini di occupazione , consentendo a tutti i lavoratori di far nascere un prodotto che permettesse di unire la dignità del lavoro stesso con la crescita di un paese che aveva intenzione di conquistare un ruolo strategico nella compagine internazionale.
Ed ecco che col posizionamento del gruppo verso un ruolo più strategico nel comparto difesa fa si che la crisi economica nata nel 2008 non colpisca del tutto questo settore
In questi anni le varie società hanno iniziato un nuovo processo di riorganizzazione, sempre valutato e monitorato dai governi nazionali e in particolare dal ministero dell’economia.
Gli stabilimenti di Alenia Aermacchi, Selex-Es, Mbda e Ansaldo Breda e Sts presenti sul nostro territorio campano hanno portato enormi successi a livello mondiale acquisendo un patrimonio di competenze e di altissima tecnologia diventando prioritari per l’economia della nostra regione.
Eppure qualcosa è accaduto sotto l’ombra del Vesuvio: prima il passaggio della sede legale di Alenia da Pomigliano a Venegono, provincia di Varese, poi la chiusura dello stabilimento di Casoria con circa 1000 cassintegrati .
A conti fatti il gruppo Finmeccanica conta quasi 70.000 lavoratori, di questi, circa la metà, presenti tra la Campania e il resto delle regioni del mezzogiorno.
Sembra facile rispondere alla seconda domanda postata all’inizio e invece non lo è.
Non lo è perche proprio dall’ultimo piano industriale non si riesce a capire, seppur ci siano le condizioni economiche da parte del gruppo, il destino strategico dei siti industriali nella nostra regione.
Ormai è da tempo che si parla di un ridimensionamento di Alenia a partire dalla dismissione del sito di Capodichino , senza conoscere se i lavoratori siano tutelati o meno.
Nel settore dei trasporti è quasi certa , entro il 2015, la volontà di vendere parte del gruppo di Ansaldo Breda motivando questa scelta su due punti : da una parte il gruppo manifesta la volontà di non voler accollarsi più debiti e dall’altra non vede prospettive economiche in un settore ormai poco conveniente secondo i loro studi di competitività , mettendo cosi a rischio lo stabilimento di via argine ( Napoli) e Pistoia.
Pare chiaro ormai che il mezzogiorno e la Campania siano ormai fuori dalle scelte dei governi che si sono succeduti in questi anni.
Ed è qui che rientra il ruolo di una regione che negli anni passati, cosi come raccontato sopra, ha contribuito alla rinascita di tutto il paese.
Il presidente della regione Campania, Stefano Caldoro, candidato a sua insaputa nel 2010 da Berlusconi, non ha saputo mettere al centro del programma di governo la strategia di sviluppo del settore aerospaziale.
Un settore che tra i principali gruppi e indotto da lavoro a circa 60.000 famiglie e che oggi raggiunge qualche risultato grazie alla programmazione datata 2007-2013 ad opera della precedente giunta di centro sinistra.
Nei prossimi giorni ci sarà la risposta da parte del governo ad una interpellanza firmata ad agosto da tutto il gruppo parlamentare del PD, proprio sul futuro dei siti industriali presenti nella nostra regione , ed è stata proprio questa la prima tappa di discussione del forum da me coordinato, che ha visto partecipare sindacati e lavorati alla presenza dell’On. Valeria valente e dell’On. Leonardo Impegno.
Infine , credo che, la tendenza alla deindustrializzazione continui a imperversare nel sud Italia ed è per questo che non bisogna rinunciare a pensare ad un nuovo modello di politica industriale nel mezzogiorno guardando a nuove opportunità di sviluppo e puntando soprattutto al miglioramento dell’insegnamento universitario, sostenendo la ricerca scientifica e tecnologica connettendo a loro le attività produttive.