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Un ruolo per Bagnoli

Scritto da Giuseppe Balzamo Il . Inserito in Il Palazzo

bagnoli

Ogni volta che i riflettori dell'opinione pubblica si accendono sull'area occidentale di Napoli e, in particolare, su Bagnoli la temperatura politica diventa incandescente. Questo perché ancora oggi quella parte della città rappresenta una delle più grandi occasioni perse o, per meglio dire, messe in una lunga e frustrante attesa. Attesa che potrebbe conoscere una fine, trasformandosi in un piano d'intervento deciso ed integrato che conferisca il ruolo di primo piano che spetta a quell'area.

Al fine di sgomberare subito il campo da “meschinerie” di sorta e finti moralismi, mi premere dire – da ex consigliere comunale e ex presidente della Decima municipalità (proprio quella di Bagnoli-Fuorigrotta) –, che tanti e troppi errori sono stati commessi nel gestire quello che può essere definito un tesoro della città. Errori dovuti a tante motivazioni: dalle difficoltà burocratiche a quelle gestionali relative, soprattutto, ai tanti attori che hanno partecipato, o per meglio dire avrebbero dovuto partecipare, al recupero e rilancio di quella zona. Purtroppo non è andata come personalmente mi auspicavo e per come ho provato a lavorare. Ma questa battuta d'arresto, di cui dobbiamo essere tutti consapevoli, non deve rappresentare né un tabù né, tanto meno, un argomento da cui si deve scappare. Dev'essere invece lo sprone a fare meglio, a portare avanti quelle sfide presenti ancora nel territorio tenendo bene a mente gli errori e le vittorie del passato.
Proprio poche ore fa è giunta notizia che il presidente del Consiglio Matteo Renzi sarebbe intenzionato a nominare, a strettissimo giro, il nuovo commissario per Bagnoli. Questa volta non c'è la solita ridda di voci sul possibile nome, ma una candidatura secca: il pm Raffaele Cantone. Un nome autorevole, dall'impegno esemplare contro il malaffare e la corruzione, che ha già fatto tanto per il nostro paese. Non è ancora chiaro se il magistrato partenopeo accetterà o meno questo ennesimo compito gravoso, ma se dovesse decidere di iniziare questa avventura tutta la città dovrà aiutarlo per quanto possibile nel portare avanti il suo compito.
È evidente, tuttavia, che non basterà la nomina di un commissario a risolvere le questioni che hanno determinato il fallimento del rilancio dell'area flegrea. La prima ed evidente battaglia dovrà essere quella finalizzata al cambiamento del Piano regolatore cittadino. Uno strumento efficace per il governo urbanistico di Napoli, che abbisogna di importanti modifiche al fine di permettere lo sviluppo pieno ed integrato dell'area occidentale.
Fino ad oggi sono state troppe le procedure burocratiche e i derivanti cavilli che hanno rallentato, per non dire annullato, il processo amministrativo necessario alla riprogrammazione dell'area. È sotto gli occhi di tutti che il primo nemico di Bagnoli e del suo futuro è stata la lentezza istituzionale ed, in alcuni casa, l'incapacità gestionale degli attori coinvolti nel progetto di riqualificazione urbana dell'area ovest. Persino il sindaco De Magistris ritiene che alcune cose vadano cambiate in quel piano. Ma, nonostante questo parere, ad oggi il consiglio Comunale non si è concentrato su questi aspetti, continuando solo ad alimentare sterili polemiche con il governo.
Se è vero che al momento l'Esecutivo nazionale è stato concentrato su emergenze di carattere nazionale, è altrettanto vero che il sindaco e la sua giunta non hanno fatto nulla per dare risposte concrete ai bisogni della cittadinanza in quella zona come in molte altre (e proprio in queste ore il sindaco ha ribadito la sua contrarietà alla nomina di un commissario per Bagnoli, anche se si trattasse di Cantone). Banalmente mi vien da dire che se la sua giunta avesse preparato le modifiche necessarie oggi avremmo tutti le idee più chiare sul cosa fare. C'è poi il problema relativo allo stanziamento per la messa in sicurezza del sito che, secondo le ultime indiscrezioni, sarebbe tutt'altro che sufficiente a coprire le spese necessarie a modificare il dna della zona occidentale (secondo le ultime notizie la cifra stimata sarebbe pari a circa 4.5 milioni di euro). Basti ricordare che il decreto che commissaria bagnoli non ha ancora sciolto il nodo dei creditori della vecchia bagnoli futura.
Evidentemente c'è ancora molta strada da fare e mi auguro che con il nuovo Consiglio regionale e con il nuovo presidente della Regione Campania si possa avere quello slancio amministrativo ed operativo che con Caldoro è totalmente mancato. In questi ultimi mesi sono nate nuove opportunità per la crescita sociale, economica e culturale, dell'area occidentale: dall'arrivo dei fondi UE destinati alla mostra d'oltremare, all'acquisizione dell'area ex Nato passando per l'affidamento dell'area di Edenlandia. Insomma l'area ovest di Napoli sembra vivere un momento di rinascita ed è necessario lavorare ad un piano integrato e strategico per l'intera zona che ne delineai il futuro.