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Intervista a Massimo Taglialatela segretario generale della UILCom Campania.

Scritto da Giuseppe Cozzolino Il . Inserito in Teatro

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Alla luce delle infinite vicende che, nel settore spettacolo, stanno investendo la città di Napoli, dal Trianon al Mercadante passando per il San Carlo, la redazione di QDN ha deciso di chiedere un parere autorevole su quella che potremmo definire ormai la "questione teatrale" e comprendere le possibili vie d'uscita. Di seguito l'intervista a noi rilasciata da Massimo Taglialatela segretario generale della UILCom Campania.

Il teatro Trianon, il successo con D'Angelo e la crisi con il cambio di gestione, è stato un problema politico?
La politica ha la responsabilità maggiore. Ha scelto i componenti del CDA e non è intervenuta quando, quasi da subito, si è compreso la deriva che il Teatro Trianon stava prendendo. In questi ultimi anni non si è mai definito un cartellone legato alla mission del Trianon, la Canzone Napoletana. Solo eventi spot, tra l'altro pochi, che sono stati utili solo a fini politici ed elettorali. Ormai il teatro è fermo da quasi due anni.

Oggi invece a chi affiderebbe la gestione del teatro e su quale delle quattro leve del marketing operativo (prezzo, pubblicità, distribuzione, packaging) basterebbe una strategia di ripresa del Trianon?
Innanzitutto bisognerà risolvere la questione dei debiti. Poi rilanciare la sua mission iniziale e perché no magari integrandola con la Scuola di Musica Napoletana che, come ho proposto qualche mese fa, potrebbe essere intitolata al grande Pino Daniele. La Regione Campania non può abbandonare il Teatro Trianon. Ben venga la costituzione di una Fondazione ma sarà necessario coinvolgere anche Città Metropolitana e Comune di Napoli. Il Teatro andrà affidato a un direttore artistico con i requisiti necessari a rilanciare la tradizione della canzone napoletana. La leva del prezzo dovrà ricostruire il bacino "popolare" che il Teatro ha avuto anni scorsi, non a caso è ancora chiamato il Teatro del popolo. E' evidente che ciò non basterebbe, allora bisognerebbe intercettare i flussi turistici, ad esempio quello crocieristico e magari interagire con altre realtà che insistono sul territorio. Ad esempio i Teatro di San Carlo con i suoi musicisti e coristi.

Il teatro Mercadante grazie all'art bonus è oggi uno dei sette teatri nazionali, come pensa che tale qualifica possa creare economia di scala al territorio campano?
Innanzitutto con un’offerta adeguata. Anche qui si dovrà puntare su gestione manageriale e tenere lontana la politica. Questa deve indirizzare, supportare e vigilare. Ma mai interferire. E poi bisogna creare quella sinergia e gioco di squadra che difficilmente a Napoli e nella Regione Campania si riesce a realizzare. Includendo altre realtà ed eccellenze, ad esempio il Teatro Trianon.

Dopo lo scandalo delle assunzioni clientelari che immagine ne esce del nostro territorio? Abbiamo ancora credibilità in questo settore?
Sicuramente l'immagine ne esce a pezzi. Confido nella Magistratura che saprà, spero in tempi brevi, fare luce sulla vicenda. Ma la risposta deve venire sopratutto dal lavoro e dalla capacità di utilizzare con trasparenza le risorse messe a disposizione. Il requisito, va confermato negli anni.

Passiamo ora al San Carlo, a fronte dello stato di disordine generale dell'ultimo periodo, come giudica l'operato della dottoressa Purchia?
Certamente il lavoro di riordino degli ultimi cinque anni è stato utile per portare i bilanci in pareggio. Non era facile gestire un ulteriore commissariamento. Forse si poteva fare di più per mettere ordine al sistema dell'indotto legato al Teatro di San Carlo. Così come se la politica avesse dato maggiori certezze, si sarebbe potuto garantire la definizione di figure apicali come direttore artistico e capo del personale le cui assenze hanno pesato davvero tanto.

Vista la conformazione complessiva dei teatri a Napoli, con una seria politica culturale ed economica basata su una visione d'insieme crede possibile creare un vero e proprio sistema teatrale? Come lo strutturerebbe?
Credo che si possa realizzare senza alcun dubbio. Napoli e i suoi teatri possono offrire la più ampia offerta culturale del nostro paese. Siamo in condizioni di offrire contemporaneamente lirica, prosa, musica e tradizione. Abbiamo il Teatro più antico di Europa, la canzone più famosa al mondo. Non credo che sia necessario inventare altro. Basterebbe demandare la gestione di questo patrimonio partendo dal rilancio della legge 6 e affidare le risorse a un’unica responsabilità che dovrebbe coordinare anche l'interazione tra le varie realtà culturali e turistiche.