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La cultura dell’antivaccino, l’ennesima forma di stigmatizzazione della professione medica.

Scritto da Alessandra Mugnolo Il . Inserito in Vac 'e Press

vaccino

Mentre L’OMS (Organizzazione Mondiale della Sanità) riprende duramente l’Italia per il grave calo delle vaccinazioni in ambito pediatrico anti-Morbillo e anti-Rosolia, che pare raggiungano il valore più basso degli ultimi 10 anni, arriva la sentenza della Corte di Appello di Bologna che esclude il nesso di casualità supposto nel 2012 dal Tribunale di Rimini tra il vaccino MPR (anti-Morbillo, anti-Parotite e anti-Rosolia) e l’insorgenza di autismo.

La sentenza obbligava il Ministero della Salute a risarcire economicamente le famiglie dei bambini che in seguito a vaccinazione MPR avevano avuto diagnosi di autismo. In realtà, la sentenza arrivò dopo quell’ articolo pubblicato dalla rivista scientifica Lancet, che di questo nesso di supposta casualità ne cercava di dimostrare la valenza scientifica con l’autore Andrew Wakefield ed i suoi collaboratori. Il dott.re Andrew Wakefield, medico, fu poi radiato dall’albo ed il Lancet fu costretto a ritirare la pubblicazione riportando gravi danni d’immagine. Un punto di snodo fondamentale che tiene in sé tutto il paradosso che la comunità scientifica è obbligata a sopportare: rivendicare la propria identità dall’estenuante grottesco tentativo detrattivo perpetrato senza alcun fondamento empirico da mass media, politica e giurisdizione. La controcultura dell’“antivaccino” come l’eccessiva medicina difensiva rendono palese un problema non più giustificabile o trascurabile ovvero quello della stigmatizzazione della professione medica che nell’accattonaggio di non addetti ai lavori comincia a riportare le prime ferite, in questo caso il calo delle vaccinazioni pediatriche con tutte le annesse future conseguenze. Non è più quindi oltremodo tollerabile che leader politici con grande valenza nazionale come Beppe Grillo inneggino alla “truffa dei vaccini” (in allegato all’articolo una ripresa pubblica disponibile in rete, sito Youtube) o che programmi televisivi ad ampio impatto come le “Iene” alimentino la disinformazione (servizio sull’autismo da vaccino di Matteo Viviani non più disponibile in rete); la grande mobilizzazione della stampa di quest’inverno per i 13 decessi in seguito al vaccino Fluad di Novartis ha provocato l’interruzione della vaccinazione antinfluenzale rivelatasi poi di mancato riscontro utilitaristico visto che il PRAC (Comitato per la Farmacovigilanza dell’Agenzia Europea per il Farmaco, EMA) ha scagionato il vaccino antinfluenzale prodotto da Novartis invitando i sanitari a continuare le vaccinazioni riconoscendo però all’AIFA la correttezza di sospensione precauzionale. E questo non deve meravigliare perché dietro ogni vaccino c’è sempre un universalmente validabile processo scientifico, che li rende sicuri. Dopo la fase laboratoristica ci sono gli studi clinici che si protraggono per anni e anni, prima su animali (sperimentazione preclinica), poi su volontari sani (sperimentazione clinica), ed ancora gli studi ed i controlli avvengono anche durante e dopo le vaccinazioni dagli enti di farmacovigilanza presenti in ogni struttura sanitaria che raccolgono le segnalazioni e che restano sempre aperti all’utenza anche attraverso moduli precompilati disponibili online che ogni libero cittadino può ad essi inviare al fine di portarli a conoscenza di ogni tipo di reazione avverse da farmaco, in questo caso il vaccino. Ed allora visto che la sentenza del Tribunale di Bologna ribadisce l’ovvio e tenendo a mente le dichiarazioni dell’OMS è necessario che le forze politiche prendano più dure posizioni contro chi obbliga la professione medica a giustificarsi di supposte colpe non dimostrate e non dimostrabili se si ha a cuore anzitutto la salute biopsicosociale del cittadino e poi di chi si è caricato il dovere morale e professionale di perseguirla e deve purtroppo nella vena di un delirio sociale difendersi troppo spesso dal nulla di fatto.


https://www.youtube.com/watch?v=J7zwTtzh9c4 Grillo e la truffa dei vaccini