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Lo Statuto #lavoltabuona?

Scritto da Gabriele Crispo Il . Inserito in Vac 'e Press

LA-VOLTA-BUONA

L'art 114 della Costituzione Italiana -“La Repubblica è costituita dai Comuni, dalle Province, dalle Città metropolitane, dalle Regioni e dallo Stato. I Comuni, le Province, le Città metropolitane e le Regioni sono enti autonomi con propri STATUTI, poteri e funzioni secondo i principi fissati dalla Costituzione[...]” -, così come modificato dalla Legge Costituzionale n. 3/2001 non ha trovato facile applicazione, a causa delle resistenze locali e della mancanza di fonti primarie e secondarie parlamentari e governative, in merito alla costituzione delle Città Metropolitane.

Il legislatore ne ha individuate dieci, di cui solo quattro realmente costituenti una città metropolitana, tra cui naturalmente figura Napoli. La Città Metropolitana Partenopea, costituitasi de facto (almeno per quanto riguarda la conformazione urbanistica), è insieme a Milano, Roma e (con generosità) Torino, una delle poche città Italiane inquadrabili come aree metropolitane. La scelta di adottare questa “nuova” forma amministrativa è sintomatica, già dal 2001, di una necessità di rinnovo e riorganizzazione locale ormai inevitabile. Il ddl. Delrio (da poco Ministro delle Infrastrutture), ha da molti mesi, sopperito a una mancanza legislativa, che rischiava di diventare imbarazzante: anche se ha conseguenzialmente innescato un procedimento di revisione costituzionale, molto meno sostanziale rispetto a quello del 2001, che però è oggi necessario e comunque in agenda.
Come ogni volta accade, un cambiamento amministrativo così radicale comporta l'instaurarsi di un certo disorientamento, che naturalmente a Napoli si accende di polemiche: le amministrazioni comunali e per un certo verso anche una disinformata politica della “periferia metropolitana” sono contro la nomina a sindaco del sindaco della città capoluogo. Non sarà certo la revisione costituzionale a positivizzare la figura che dovrà ricoprire la carica di sindaco ma sarà lo Statuto della Città Metropolitana a definire le modalità di elezione (come tra l'altro è avvenuto con lo Statuto della Città Metropolitana di Genova all'art 14.2): sarebbe un eccesso di costituzionalizzazione, cosa già accaduta con l'art.111 della Costituzione, però come si suol dire “sbagliare è umano, perseverare e diabolico”.
Da alcuni giorni qualcosa è stato fatto: la commissione Statuto della Città metropolitana di Napoli ha approvato all’unanimità la bozza di testo da sottoporre al Consiglio metropolitano, che dovrà essere convocato dal sindaco Luigi de Magistris per la discussione e si spera in un'agognata approvazione. Lo Statuto, secondo quanto prevede la legge, deve essere approvato entro il 30 Giungo pena il commissariamento dell’ente. L’approvazione della bozza è arrivata inaspettatamente dopo che gli animi si erano alquanto surriscaldati. Elena Coccia, consigliere e membro della commissione metropolitana ha affermato “di sostenere la proposta di licenziare una bozza unanime per evitare che si formassero maggioranze ambigue su proposte di statuto impresentabili, bozza che sarà comunque sottoposta al vaglio del sindaco prima della definitiva approvazione”. Il Presidente della Commissione Domenico Tuccillo si è velatamente scagliato contro il sindaco Luigi De Magistris in risposta alle sue, a suo dire poco attente affermazioni avverse allo statuto, dicendo che “il voto di oggi è un eccellente risultato, che premia e riconosce, nel documento sottoscritto all’unanimità dai consiglieri, il lavoro svolto in questi mesi secondo i criteri di collegialità e nel pieno rispetto della norma [...] vengono così, anche con il contributo del gruppo Beni Comuni, fugate le preoccupazioni del Sindaco de Magistris, troppo intento a lanciare inutili allarmi, anziché occuparsi di leggere il testo con la dovuta attenzione […] che il Comune di Napoli iniziasse ad attivarsi per definire l’autonomia amministrativa delle municipalità, perché questa è la condizione necessaria per poter andare a votare al più presto con l’elezione diretta del Sindaco metropolitano. Un obiettivo che può essere realizzato, se lo si vuole davvero, anche l’anno prossimo”. In attesa di un si definitivo, che assoggetterà i tre milioni di cittadini partenopei, non ci resta che sperare “ #lavoltabuona”.