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Perché una militante come me voterà Vincenzo De Luca

Scritto da Francesca Scarpato Il . Inserito in A gamba tesa

perchè votare de luca

Quando ho iniziato a fare politica e soprattutto quando ho iniziato a militare in un partito avevo una sola certezza: nulla sarebbe stato semplice.
Mi presento. Mi chiamo Francesca Scarpato e sono nata negli anni in cui è scoppiata mani pulite; pertanto sin da bambina la politica mi è sempre stata descritta come un qualcosa di “sporco” e corrotto dalla quale era meglio stare ben lontani, fatta da persone prive di scrupoli e pronte a fare solo i propri interessi.

Ma poi sono cresciuta. Ho intrapreso prima gli studi classici poi quelli giuridici e, accompagnati da svariate letture, ho potuto iniziare a sviluppare una mia opinione a riguardo. Ricordo perfettamente il giorno in cui appresi che la parola “politica” deriva dal greco "πόλις", che significa città e che pertanto, nella sua definizione più classica, la politica è “l'arte di governare le società”; e lo ricordo bene non tanto perché mal si conciliava con l’idea di politica che, per forza di cose, avevo sviluppato sino a quel momento, quanto perché trovavo fosse un qualcosa di straordinario. Come straordinarie erano state grandi personalità di un passato anche piuttosto recente di cui invece si parlava (e si parla) sempre troppo poco. La politica era dunque quello strumento che ti permetteva di governare e quindi che ti permetteva di fare la differenza nella vita delle persone, di incidere in maniera determinante su di essa e pertanto di migliorarla. Di qui il mio impegno in politica.
In questi anni di militanza e di amore nei confronti del mio partito ho imparato che in realtà nulla è come appare e che le dinamiche politiche sono sempre molto più complesse di quello che traspare. Ma ho imparato anche che lavorando, ma lavorandoci seriamente, i risultati si ottengono, che forse qualcosa cambia perchè nulla è destinato ad essere così com’è solo perché “così sono sempre andate le cose”. Ho imparato che tra tanti arrivisti, ipocriti, poltronisti esistono tanti ma tanti giovani e meno giovani che ogni giorno provano, in maniera del tutto disinteressata (e quasi sempre anche a perdere), a costruire e realizzare qualcosa di buono non tanto per se, quanto per i propri cari e soprattutto per le generazioni future.
Scrivo oggi queste parole per ricordare in primis a me stessa che faccio politica e amo la politica perché so che tramite essa abbiamo una vera chance di cambiamento cosa di cui la nostra Regione ha, oggi più che mai, bisogno.
In questi ultimi 5 anni abbiamo avuto la politica politicante rappresentata da Stefano Caldoro al più basso livello di capacità amministrativa e al più alto livello di compromissione spartitoria dentro una coalizione di centro-destra del tutto incapace di rispondere ai bisogni della popolazione campana, sempre più esposta all’aggravarsi della crisi economica.
Quella di Caldoro è stata una gestione della res pubblica che definirei, nel migliori dei casi, ragionieristica. Delle persone in carne ed ossa, dei problemi reali della Campania il centro-destra non se n’è mai fatto carico: se i tagli alla sanità colpivano i disabili e gli indigenti, poco male; se il registro tumori e gli screening sanitari non sono realmente mai partiti nonostante i nostri reparti oncologi siano in sovraffollamento, poco male; se garanzia giovani è servita a piazzare amici e figli di amici, togliendo un’opportunità seria a tanti miei coetanei più meritevoli, ancora meglio. E potrei continuare a lungo parlando dei trasporti, dell’ambiente, delle politiche turistiche e di sviluppo del territorio ecc. da lui avviate o mai avviate, ma il punto è uno solo: avere chiaro in mente che votare nuovamente Caldoro significherà consentirgli di continuare su questa rovinosa strada.
Vincenzo De Luca per me, rappresenta la svolta del fare e della buona politica rivolta alla gente. Votarlo non significa votare il meno peggio, votarlo significa dare la possibilità di provare a cambiare il nostro presente ad una persona che ha attenzione per il territorio, attenzione nel seguire le procedure amministrative e la capacità di sbloccare le resistenze burocratiche perseguendo importanti obiettivi nonostante le scarse risorse, cosa che ha ampiamente dimostrato in questi anni da sindaco di Salerno. Non me ne vogliano gli amici salernitani ma credo che sia chiaro a tutti il fatto che sia riuscito a rendere una città che non brilla certo per bellezze storiche o naturali un gioiello sotto tutti i punti di vista, anche quello economico, capace infatti di attrarre ogni anno milioni di turisti da tutto il mondo.
Con questo non voglio omettere le criticità e per nulla impedirmi oggi di dire ciò che non mi piace. Non mi piace che nelle liste figurino personaggi come (uno su tutti) Carlo Aveta (noto fascista) che comunque mi auguro non venga votato e non sia eletto. Anche se, per fortuna, vi sono tantissimi altri candidati a me politicamente vicini, per cultura e comportamento, che potremo votare con slancio ed orgoglio.
Non mi piace sapere che forse il mio candidato presidente eletto verrà immediatamente sospeso a fronte di una condanna in primo grado per abuso d’ufficio; nonostante quest’ultima colpisca indistintamente anche tanti bravi sindaci e nonostante personalità autorevoli come Raffaele Cantone abbiano affermato, più di una volta, che la legge Severino, su questo punto va cambiata. Anche se so che vi è ormai una giurisprudenza consolidata (si veda il caso del sindaco di Napoli De Magistris) per cui se anche dovesse essere momentaneamente sospeso, sarebbe rapidamente integrato nelle sue funzioni dalla giustizia amministrativa.
Quindi come su ricordavo quando ho iniziato a fare politica e soprattutto quando ho iniziato a militare in un partito avevo una sola certezza: nulla sarebbe stato semplice. Ed effettivamente nulla lo è ma è proprio per questo che oggi, con serena fiducia dobbiamo portare Vincenzo De Luca alla vittoria. Lo dobbiamo a noi, ai nostri cari ma soprattutto alle generazioni future #maipiùultimi