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Giugliano risponde all'emergenza con i suoi giovani

Scritto da Andrea Pomella Il . Inserito in Il Palazzo

Pochi giorni fa, la commissione parlamentare sulle attività illecite connesse al ciclo dei rifiuti ha delineato uno scenario apocalittico che potrebbe gettare l’intera Campania nel panico.  In uno stralcio della relazione si legge: “Si tratta di danni incalcolabili, che graveranno sulle generazioni future. Il danno ambientale che si è consumato è destinato, purtroppo, a produrre i suoi effetti in forma amplificata e progressiva nei prossimi anni con un picco che si raggiungerà, secondo quanto riferito alla Commissione, fra una cinquantina d'anni. Questo dato può ritenersi la giusta e drammatica sintesi della situazione campana”.

Questo è il contesto della seconda tappa del nostro viaggio attraverso i comuni che in primavera andranno al voto. Parliamo di Giugliano, l’epicentro dell’emergenza ambientale della nostra provincia e comune con peculiarità che lo rendono unico: è  il terzo comune della Campania  per popolazione ed è il comune non capoluogo di provincia più popoloso d'Italia. Centodiciottomila abitanti su un territorio socialmente disgregato e che non sembra lasciare molto spazio all’ottimismo;  però, a ben vedere, qualcosa si muove ed è  una risorsa  per il PD. Una nuova generazione prova a farsi spazio e a far sentire la sua voce, una generazioni di trentenni attivamente impegnati sul territorio, che può contare su elementi come Giovanni Russo. In un comune sciolto per infiltrazioni camorristiche, tocca alla commissione d’accesso stabilire le priorità e la tempistica da qui al voto. I passi da intraprendere per ripartire sono chiari e basta dare voce a chi prova a farsi protagonista del cambiamento per individuarli. Voltare pagina definitivamente, valorizzare le personalità della società civile locale, puntare sui giovani che si impegnano attivamente, archiviare per sempre le logiche correntizie e il trasformismo di chi è più interessato a posti di responsabilità che al cambiamento, sembrano essere le solite parole che accompagnano l’offerta politica durante la campagna elettorale, ma nel caso di Giugliano, sono soluzioni  imprescindibili per dare una risposta credibile a quella che è una vera e propria emergenza civile. Il PD può farsi protagonista di questo cambiamento, e può farlo usando le “armi” che fanno parte del suo DNA politico. Le primarie per scegliere il sindaco,  in un contesto inquinato dalla presenza di clan camorristici sono  generalmente una soluzione sconsigliabile, ma per un comune delle dimensioni di Giugliano è un’occasione da non perdere e rappresenta un’opportunità di riscatto per tutta la società civile locale, che può diventare, così, protagonista delle sue scelte, ma affinchè non diventino una farsa, i ragazzi di Giugliano non devono essere lasciati soli, tutto il PD provinciale e nazionale deve dare il supporto necessario per permettere che esse siano fatte in assoluta trasparenza e legalità. Anche per Giugliano, un comune che si colloca su un territorio urbano grande quanto la città di Napoli, l’istituzione dell’area metropolitana è un’occasione da non perdere, se essa rappresenterà l’opportunità  per una razionalizzazione istituzionale più funzionale al rilancio del territorio, ormai degradato al livello di un quartiere dormitorio di Napoli, e se si saprà evitare il rischio che l’area metropolitana sia esclusivamente napolicentrica, si potranno finalmente dare alcune delle risposte che i cittadini di Giugliano chiedono. La realtà locale non può più essere il contesto di una emergenza continua, le dimensioni e il numero di cittadini coinvolti chiedono di poter vivere in un contesto finalmente “normale”,  fortunatamente Giugliano ha giovani su cui contare per il rinnovamento e il PD non può non prendersi le responsabilità che essi gli chiedono di prendere.