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Elio Buono: abbiamo bisogno di cambiare passo e di farlo nell'interesse generale

Scritto da La Redazione Il . Inserito in Il Palazzo

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Buona amministrazione, rinnovamento, governo dei territori. Ne parliamo con Elio Buono, 51 anni, capogruppo del Partito Democratico al Consiglio comunale di Pozzuoli, la città dove ha intrapreso il suo impegno politico dalla fine degli anni 90 e dove ha maturato la sua esperienza amministrativa.

Elio, descrivici l'attuale fase politico-istituzionale di Pozzuoli

Siamo una città con oltre 80 mila abitanti, che dopo circa 10 anni di commissariamenti straordinari e di giunte “lampo” targate centrodestra, vive finalmente un momento di stabilità istituzionale dal 2012, con l'affermazione della colazione di centrosinistra guidata dal Sindaco Figliolia, di cui il Pd è il partito di maggioranza.

Che situazione avete ereditato?
Appena tre dirigenti al Comune, poche risorse, continui tagli di trasferimenti dal Governo centrale.
La prima fase della nostra azione non poteva che essere rivolta al ripristino delle regole e dell'ordinaria amministrazione. I risultati cominciano ad essere sotto gli occhi di tutti: dalle strade più pulite, alla raccolta differenziata con punte dell'80%, dalla promozione di eventi e dallo sviluppo di un attrezzato Polo Culturale al Palazzo Toledo, fino ai tanti lavori pubblici. Siamo impegnati in una grande opera di trasformazione e riqualificazione urbana ed ambientale che investe sia i luoghi del Centro storico, sia le periferie.

Puoi farci qualche esempio?
Basti pensare ai cantieri del progetto Europa Più che sta cambiando il volto delle aree vicine al porto e di Via Napoli e che renderà Pozzuoli una città ancora più bella agli occhi dei visitatori, ma anche all'opera di rifunzionamento dell'impianto di depurazione di Cuma o alla pulizia di tratti di spiaggia a Licola sul litorale domitio, con l'aiuto e la collaborazione delle associazioni locali e dei comitati di cittadini.

Qual'è oggi la sfida per Pozzuoli?
Rafforzare la programmazione e creare le condizioni di sviluppo. Non abbiamo più un'economia industriale in senso classico, ma possiamo puntare su nuove attività produttive legate alla ricezione, all'ospitalità e all'accoglienza, favorendo chi investe sulla legalità e la qualità. Per quanto di nostra competenza, abbiamo già messo in campo diverse azioni, come il Protocollo di intesa firmato con la Sovrintendenza ai Beni aercheologici che garantisce l'apertura dell'Anfiteatro Flavio grazie al distaccamento di alcuni dipendenti comunali; o la riapertura del Duomo al Rione Terra nei fine settimana con la collaborazione ed il lavoro di sinergia con il Vescovo; oppure lo sforzo di portare i primi turisti da crociera nel nostro porto, come avvenuto nell'estate scorsa.

E' un processo ambizioso, quali sono le principali difficoltà?
Non sempre i Comuni dispongono degli strumenti per realizzare al cento per cento i propri progetti. A Pozzuoli, ad esempio, non possiamo dire di essere stati aiutati in tal senso dalla Regione Campania. E quando dico “aiutati” mi riferisco, per evitare equivoci, alla normale collaborazione e sostegno istituzionale, che anzi ha lasciato il posto ad una continua e scriteriata invadenze nelle scelte. Non è possibile stravolgere tutti i nostri piani sul porto, vanificando la nostra programmazione in senso turistico e in equilibrio con le attività tradizionali, oppure bloccare o ritardare i finanziamenti necessari a completare i lavori di recupero del Rione Terra, autentico patrimonio a cielo aperto della città.

Come risolvere queste criticità?
La Regione deve passare da Ente di gestione diretta a Ente di legislazione di indirizzo. Ciò significa che le competenze gestionali devono essere trasferite ai Comuni, in modo che gli Enti locali abbiano piena titolarità nelle decisioni che riguardano il territorio e che rispondano alle esigenze del suo vivere quotidiano. Le parole d'ordine devono essere semplificazione e sburocratizzazione. Non è una questione di municipalismo, ma di democrazia, perché chi vive i problemi quotidiani sui territori è nelle migliori condizioni di trovare soluzioni che facciano l'interesse generale. Le imposizioni dall'alto, invece, danneggiano tutti e ritardano i processi di cambiamento costruiti dal “basso”.

Da Capogruppo del Pd al consiglio comunale sei ora candidato al Consiglio regionale della Campania. Sei fiducioso per la nostra Regione?
Sono ottimista e sostengo con forza il progetto del candidato alla Regione Vincenzo De Luca, di cui apprezzo innanzitutto il coraggio delle scelte e la volontà di portare a termine le decisioni prese. Oggi assumere responsabilità di governo è difficile, ma chi resta fermo ha già perso in partenza. Abbiamo bisogno di cambiare passo e di farlo nell'interesse generale, solo così la Campania potrà essere “mai più ultima”.