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Da Cesare a De Luca. Tra logica ed etica

Scritto da Berardo Impegno Il . Inserito in Succede a Napoli

da cesare a de luca

Claudio Velardi nel suo ultimo intervento su “Il Mattino” effettua un elogio del “cinismo” in politica.
A mio avviso, la sua posizione “estrema” è da preferirsi a quelle melense ed ipocrite dei tanti, innumerevoli “moralisti” esistenti. Personalmente, quando voglio capire quanta affidabilità possa avere, in una relazione personale, chi dialoga con me, il primo segnale di dubbio lo ho quando mi trovo di fronte ad affermazioni apodittiche sul valore morale dell’azione propria e della “comunità” di cui fa parte. Perciò, onore al merito di una posizione aspra ma coerente nella sua purezza civica!

E tuttavia, davvero possiamo pensare che la politica si riduca a pura tecnica di valorizzazione dell’interesse individuale? Credo che non sia cosi ne che lo sia mai stato. Sono tantissimi gli esempi che potrebbero essere utilizzati a sostegno della tesi “egoistica”: Da Cesare che passa al Rubicone fino a Renzi che silura Letta. Ma proviamo ad andare oltre l’analisi del mero fenomeno del percorso soggettivo e analizziamo davvero la relazione tra decisione soggettiva e corso della storia; sono sicuro che ci renderemo conto che solo quando i due lati “soggetto e oggetto” si incontrano, la decisione diventa efficace e raggiunge l’effettualità concreta della vittoria.
Ciascuno di noi può sentirsi o Napoleone o Gesù Cristo, ad esempio, ma difficilmente incontrerà chi è disponibile a riconoscerglierlo. Tanto è vero che i manicomi di una volta e le stazioni di salute mentale oggi, sono stati e sono pieni, di queste sindromi narcisistiche di maniacale velleità. Perciò dalla più cinica delle azioni individuali si deve necessariamente collegare un interesse collettivo. E solo chi interpreta al meglio questa ineludibile relazione, vince.
Qui c’è la forza, l’autonomia, la razionalità dell’azione politica che ha poco a che fare con la normatività morale della scelta soggettiva del comportamento privato e che invece ha molto a che fare con l’etica dell’obbiettivo oggettivo da raggiungere nell’interesse dei più.
All’albore della modernità un certo Mandeville pose a fondamento del sociale una regola che ancora oggi può servire ad interpretare il mondo contemporaneo. Mandeville parlò di “vizi privati e pubbliche virtù”: Nel privato ognuno deve essere libero di poter seguire i proprio vizi e le proprie virtù secondo la scala di valori che si sceglie per il proprio personale stile di vita. Sono fatti suoi! Ma anche quando scelgono i vizi privati non possono essere separati dalle pubbliche virtù e cioè da un sistema pubblico di valori, o meglio di principi, che debbono poter assicurare al meglio la convivenza tra le persone. Ecco perché il cinismo non è sufficiente; siamo sempre richiamati ad una verifica sui principi dal momento che nel mondo contemporaneo “l’opinione pubblica” è una forza reale di cui bisogna tener conto per soddisfare le proprie aspirazioni soggettive e perfino quelle intime.
E allora chiedo scusa ma tutto questo “pastrocchio” può non riguardare affatto la questione di Vincenzo De Luca e la sua condizione di “condannato”. Eppure io sono convinto del contrario! Sono convinto che come per Cesare al Rubicone (e scusate l’enormità del paragone) anche nei confronti di De Luca ciò che è prevalente nella scelta del cittadino elettore non è un astratto e separato giudizio morale che deve soccombere a fronte di una logica cinica, ma è invece una valutazione etica sulla responsabilità del governo degli obbiettivi da raggiungere e delle risposte da dare alla popolazione.
La settimana scorsa, la caporedattrice della nostra rivista, Francesca Scarpato ha scritto un bel articolo in difesa della sua scelta di votare Vincenzo de Luca e lo ha fatto con l’intelligenza e la freschezza di una giovane donna. Conosco Francesca abbastanza bene e conosco la sua propensione al “moralismo”.
Eppure questa volta dà a tutti noi uno straordinario esempio di etica pubblica. Se non lo avete fatto leggete il suo articolo (PERCHÉ UNA MILITANTE COME ME VOTERÀ VINCENZO DE LUCA) che è una lezione di buona politica. Per tutti noi.