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Sanità: un sistema da riprogrammare

Scritto da Dalia Casula Il . Inserito in Vac 'e Press

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La regione Campania esce dal dramma di una sanità al fallimento ci sono voluti molti anni di austerità e tagli lineari per passare da un disavanzo sanitario che nel 2009 ammontava a 773 mln di euro, ad un avanzo di gestione di 6 mln; tuttavia per migliorare il sistema sanitario è necessario intervenire sulla programmazione e qualità.

La riforma del titolo V, all’art 117 della Costituzione, colloca la sanità nelle materie di competenza concorrente, ed attribuisce alle Regioni e la potestà regolamentare in materia di tutela della salute e discipline di carattere sanitario. La Costituzione riserva alle competenze dello Stato la "determinazione dei livelli essenziali" (LEA) delle prestazioni concernenti i diritti civili e sociali che devono essere garantiti su tutto il territorio nazionale",quindi garantire l'equità nell'attuazione del diritto alla salute sancito dall'articolo 32 della Costituzione.
Spetterà alla giunta ed al consiglio regionale in carica da lunedì prossimo porre in essere le riforme che possano al meglio garantire ai cittadini l’assistenza sanitaria adatta alle loro esigenze, nonchè disciplinare il funzionamento del sistema sanitario, poiché fino ad oggi le politiche regionali campane hanno mirato esclusivamente al risanamento del deficit di bilancio. Le conseguenze di questa sono scelta sono state evidenti: dall' aumento dei tiket, alla mancata erogazione presso le strutture convenzionate private delle prestazioni sanitarie trascorsi i mesi estivi, oltre che l'emigrazione sanitaria salita al52%.
Questo stallo ha negato ai cittadini i LEA, ossia l'essenza stessa della sanità pubblica.
Le riforme sistematiche sono assolutamente necessarie,oltre che richieste dal legislatore nazionale. infatti nella generale disattenzione degli scorsi anni verso le politiche programmatiche è intervenuto il legislatore che con l’emanazione dell’Art 1 della “Legge Balduzzi” ha modificato i criteri di riferimento per la gestione territoriale del sistema sanitario, ristrutturandola “ex novo”, introducendo AFT e UCCP, e affidando alle singole regioni l’attuazione della normativa.
In Campania questa è rimasta del tutto inattuata. Sarà opportuno, pertanto, incidere sulla riorganizzazione secondo le linee guida indicate dalla legge-quadro. ciò consentirebbe di adeguare l’offerta dei servizi alle reali esigenze territoriali, di evitare ricoveri inappropriati, favoribebbe il ricorso alla medicina di prevenzione e di iniziativa consentendo un notevole risparmio di spesa per la cura di malattie gravi e croniche, ma soprattutto renderebbe efficiente il servizio pubblico: i centri coordinati con i diversi ospedali della zona potranno infatti assistere i cittadini nella prima diagnostica e fornire assistenza continua 24/24h.
L'innovazione deve passare attraverso la rimodulazione delle singole voci di spesa, ed in particolare riprogrammando integralmente gli investimenti nel settore attraverso il sistema dell'H.T.A,, ossia la la valutazione sistematica di procedure e tecnologie impiegate nell’assistenza sanitaria così che le compiute nella sanità e nella politica sanitaria vengano adottate in base a dati scientifici e certi (evidence-based). in modo tale da colmare i deficit delle dotazioni materiali, nonché favorendo la stabilizzazione del personale medico e parasanitario, troppo spesso carente nelle strutture di cura.
tuttavia il sistema sanitario campano resta un sistema misto, in cui privati hanno un posto importante, ma ancora non compiutamente regolato poiché non è completo l’accreditamento e la riconversione delle strutture esistenti. pertanto è necessaria anche la riorganizzazione della sanità privata evitando l' eccesso dei punti di offerta, rendendola complementare al sistema regionale e riqualificando le strutture private. al fine di potenziamento dell'offerta territoriale .
sarà sicuramente difficile attuare questa serie di cambiamenti nel sistema sanitarion coampano, ma il cambiamento è necessario per dare respiro ad un sistema che ha portato la nostra regione sull'orlo del fallimento. Ciò all’ efficienza ed alla semplificazione. L’attuazione di questi cambiamenti rappresenta un primo,importante passo nella direzione giusta dell' efficienza , garanzia e qualità del nostro sistema sanitario.