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Perchè rimanere nel PD

Il . Inserito in Vac 'e Press

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Noto che in tanti stanno abbandonando il Partito Democratico poiché "non ci sono le condizioni", accusando chi rimane di star dietro a un capo componente, aspettando un posticino o chissà cosa. Ebbene, vi dico arrivederci, ad alcuni con dispiacere, ad altri quasi con piacere, poiché, non sono io a dirlo, ma i vostri territori, di cui tanto vi vantate, ad avervi bocciato.

Ma prima vi racconto le mie battaglie, così tanto per dirvi, così tanto per mostrarvele "le condizioni altrui". Ho iniziato nel 2009, con la nascita dei Giovani Democratici, mi chiesero di partecipare alle primarie costituenti, il giorno delle primarie, dopo riunioni su riunioni, e a seggio già aperto, mi dissero che il mio nome era stato stralciato, con la rabbia e la delusione dei 20 anni, tenni il seggio aperto, per far venire gli amici a votare, senza dire nulla, poiché oltre a me c'era un altro ottavianese, e io non avrei mai abbandonato il mio compagno di viaggio, dovevamo farlo votare. Dopo quell'evento continuai a partecipare alle riunioni, intendevo capire cosa mai fosse successo, l'ho appreso mesi dopo, ma non l'avrei data vinta a niente e nessuno. Fui in qualche modo ripescata e partii da sola, in un pullman di semisconosciuti, e con venti euro in tasca, per Milano. Ho praticamente digiunato due giorni, ma volevo partecipare all'assemblea e niente e nessuno me lo avrebbe impedito. Ho dormito in camera con una ragazza che non avevo mai visto e mai più ho rivisto, ma fu una bella chiacchierata notturna. Al congresso provinciale il gruppo di cui mi sentivo parte volle premiare la mia costanza e voglia di far politica per cui mi chiesero se volessi far parte della direzione provinciale dei GD Napoli. Ne ero felice, ma lo stesso ragazzo per cui avevo trattenuto le lacrime e tenuto il seggio aperto del mio paese si arrabbiò, voleva essere l'unico a rappresentarci e io ero di troppo. Piansi di nascosto, non capivo, ed è stato lì che mi ripromisi che mai e poi mai avrei riservato lo stesso trattamento a qualcun altro. Non ho mai saltato una direzione provinciale. Ad Ottaviano intanto, pian piano, fondammo il circolo, in molti ci ostacolarono, qualcuno mi consigliò di pensare a "farmi vedere" e sperare nelle quote rosa più che lavorare sul territorio poiché donna e quindi priva delle caratteristiche necessarie per fondare qualcosa. Non solo il gruppo lo fondammo, il gruppo è ancora là,ci sono passati in tanti, eppure esiste, è. Al congresso successivo decisi di sostenere una tesi che risultò perdente non solo a Napoli e in Campania, ma in tutta Italia, ne ero fermamente convinta e anche adesso, col senno di poi, che è una scienza esatta, lo rifarei. Il segretario provinciale eletto decise di tenere fuori dalla sua segreteria e dalle sue decisioni tutte le minoranze, e così fece anche il livello regionale. Qualcuno pensò che me ne andassi, qualcuno mi offrì di aderire ad un altro partito. Niente da fare, io ero nel PD, e lì volevo portare le mie idee. Iniziai a lavorare sul territorio e con un progetto chiamato Finalmente Sud proposto dall'allora segretario Pierluigi Bersani, scrissi un articolo inchiesta su musei e disabilità per cui fui contattata anche dalla segreteria nazionale del PD. Il segretario provinciale dei GD si convinse che c'erano degli elementi "della minoranza" che lavoravano davvero bene e tanto da non poter esser tenuti fuori. Ci mise un anno, ma ci arrivò, per cui mi volle nella sua segreteria provinciale assieme ad altri due amici e compagni di viaggio. Al congresso successivo avevo 26 anni, e mi resi conto di esser troppo grande e fuori luogo per ricoprire ancora ruoli nella giovanile, convinta nel ricambio, convinta che in molti avrebbero potuto far meglio, continuo a seguire quel gruppo e a lavorare pancia a terra per il mio partito, non ho bisogno di una delega per farlo.  Nel mezzo ci sono state le regionali della vittoria di Caldoro, mese in cui non studiai per far campagna elettorale, sostenni Rosaria Esposito, candidata mia coetanea, scelta nella direzione provinciale dell'allora segretario provinciale Valerio Di Pietro, avevo 22 anni. Nel mentre mi sono ammalata, operata,sono guarita e poi mi sono anche laureata. Alle primarie dei parlamentari, assieme al mio gruppo, portammo un po' di voti a Regina Milo, nostra candidata, scelta in direzione provinciale, dove io ero minoranza, risulta la seconda dei non eletti al Parlamento, al momento. Ebbene si, leggete bene, pur essendo minoranza, sostenni la scelta della mia organizzazione. Alle amministrative del mio paese, può confermare chi mi ha conosciuto in quei mesi,  avevo da poco compiuto 25 anni, pur sapendo e avendo urlato, contrastato e pianto per le scelte sbagliate del mio partito locale, di cui avevo perfino predetto il risultato finale, mi candidai. Mi candidai per il progetto che stavo portando avanti, perché non ci si arrende, perché non ci si mette la faccia solo quando si vince, mi candidai perché la nostra era una candidatura di un gruppo di ragazzi che intendeva restare e stringere i denti. Ovviamente non sono stata eletta, il mio candidato a sindaco non riuscì a portarci nemmeno al ballottaggio. Ma rifarei quella scelta mille altre volte, per la mia organizzazione, per quello in cui credo. Ovviamente quel gruppo ad Ottaviano c'è ancora, ci siamo un "po'" allargati anche a San Giuseppe Vesuviano, oltre che ad Ottaviano, e sì, facciamo ancora tante cose, non ci stanchiamo mai. E poi potrei parlarvi di quali e quante battaglie abbiamo sostenuto, dal Registro delle Unioni Civili ad Ottaviano, al Registro dei Tumori in Campania, stare accanto ai lavoratori del Trianon, e ai lavoratori delle case famiglia di Napoli che non venivano e non vengono pagate, aiutare l'on. Leonardo Impegno e l'associazione Luca Coscioni nella stesura dell'interrogazione parlamentare per il nomenclatore delle apparecchiature per disabili . Creare un progetto che potesse incrementare il turismo ad Ercolano, coinvolgendo le parti in causa. Creare un collegamento tra la politica e la cultura napoletana tradizionale e non.

Sostenere e far aderire nazionalmente i GD ad Eutanasia Legale. Sostenere la campagna "Tariffa Italia" per un RC auto più equo, far causa all'Eav con la Federconsumatori per il taglio dei trasporti. Organizzare cicli di iniziative per parlare di Sanità in Campania. A questa tornata regionale abbiamo vinto, perfino una dei due candidati che sostenevo (Antonella Ciaramella ed Elio Buono) è stata eletta. Vado fiera del suo profilo, e di quanto ho scelto, una esperta di fondi europei, funzionaria del Ministero, preparata, giovane, donna. Credete che la voglia di andar via non mi sia mai venuta? Centomila volte, ma la politica è battaglia, è stringere i denti, è passione, la politica è. E l'unico contenitore che riconosco, al momento, in Italia, dove le cose possono cambiare sul serio nei congressi, stravolgersi, dove veramente le idee possono vincere, con i mille limiti degli uomini e delle donne che lo compongono è il Partito Democratico. Io sono un pezzetto del Partito Democratico, posso renderlo un contenitore credibile o farlo affondare, dipende anche, un pochino, da me.