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Il Forum Liberato: un altro grande risultato di?

Scritto da Francesca Scarpato Il . Inserito in La Bufala

“Vedi Napoli e poi muori” ci suggerisce un vecchio detto napoletano e, triste a dirsi, ma sembra proprio che mai espressione fu più letteralmente idonea a descrivere le condizioni in cui versa “Il Forum Universale delle Culture”. L’evento internazionale, promosso dall'Unesco ogni tre anni, nasce (per chi non lo sapesse) a Barcellona nel 2004 con lo scopo di promuovere il dialogo interculturale e la conoscenza tra i popoli e indovinate un po’ chi nell’ultima edizione è riuscita ad ottenere l’assegnazione dell’organizzazione delle successiva manifestazione? Si esatto, proprio la nostra Napoli.
Nel 2010, di fatti, a Valparaíso in Cile, nonostante la concorrenza vincemmo, soprattutto grazie all’impegno profuso dalla vituperata amministrazione Iervolino, e all’operato dell’ex assessore alla Cultura, Nicola Oddati, che aveva progettato un forum che nei suoi 101 giorni, avesse la capacità di rafforzare il posizionamento strategico della città sullo scenario internazionale e di rilanciare l’immagine ed il suo ruolo di grande capitale culturale.
Ma a stravolgere i piani ci ha pensato però, ben presto, la “rivoluzione arancione”. Infatti il neo sindaco Luigi De Magistris, ha subito cercato di dare un nuovo volto a questa grande manifestazione, prendendo le distanze “dall’ancién regime”. Ma tra continui e polemici cambi di presidenti (con una media di uno ogni 2,8 mesi), consiglieri che se la danno a gambe, l’occupazione della sede, una Fondazione svuotata di ogni significato e funzione e un improvviso commissariamento, sembra che non molto sia stata fatto. Anzi, procrastinati i tempi da metà aprile a fine maggio, pare che l’unica cosa pronta, ad ormai 3 mesi di distanza dall’inizio, sia il sito internet con tanto di countdown.
E problemi non indifferenti li si stanno avendo soprattutto sul fronte economico: dopo l’annuncio da parte del Governo (fatto in occasione del World Urban Forum) di non finanziare più la manifestazione, Barcellona continua a lanciare sos, dal momento che siamo in forte ritardo con i pagamenti per l’acquisizione del marchio, di fatti i 250mila euro da inviare entro il 31 dicembre non sono mai pervenuti.
E mentre si sta consumando l’ennesima guerra a chi scarica più colpe su chi, la domanda resta una sola: riuscirà il nostro Giggino a prendere in mano le redini della situazione (come da lui promesso), sventando così una catastrofe annunciata e a far si che tutto il mondo possa godere di un’iniziativa culturale di così ambio respiro?
Ai posteri l’ardua sentenza.