fbpx

Si chiude il Napoli Teatro Festival Italia 2015: un bilancio

Scritto da Lorenzo Riccio Il . Inserito in Teatro

Teatro Festival 2015

Giunto ormai all’ottava edizione, il Napoli Teatro Festival Italia, svoltosi dal 3 al 28 giugno per un totale di 26 giorni di programmazione, ha proposto un ampio ventaglio di spettacoli teatrali, di prosa e danza, nella splendida cornice del Castel Sant’Elmo di Napoli.

Nato nel 2006 per volontà del Ministero per i Beni e le Attività Culturali, con l’intento di realizzare una manifestazione teatrale che potesse rivaleggiare con i più blasonati Festival Internazionale di Edimburgo e Festival di Aragona, il teatro Festival Italia è stato conteso da più città dall’illustre tradizione teatrale, come Roma, Milano e Napoli. Con l’aggiudicazione della sede, in seguito all’emanazione del bando, fu proprio Partenope ad accogliere la prima edizione di quello che, anno dopo anno, si dimostrerà un evento in continua crescita.

Nel 2007, con l’istituzione della Fondazione Campania del Festival, fu realizzato il una sorta di “prologo” del Teatro Festival, sotto la direzione di Roberta Carlotto, già direttore artistico del Teatro Mercadante. Invece, la prima edizione “ufficiale” si tenne nel giugno del 2008, vedendo la partecipazione di oltre 2000 artisti provenienti da ben 17 paesi.

Nasce contestualmente al Festival la prima Compagnia Teatrale Europea, composta da artisti, attori e professionisti selezionati dai teatri delle principali capitali europee. La Compagnia Teatrale Europea non costituisce una struttura stabile, ma un insieme di attori provenienti da diversi paesi, ognuno con la propria cultura teatrale, che recita nella propria lingua ed è affidata ogni anno ad un regista differente per la rappresentazione e la messa in scena di uno spettacolo.

Quella dello scambio multiculturale fra diverse tradizioni teatrali continentali è una filosofia che viene ripresa ed ampliata nel 2009, con l’istituzione di un Festival d’Oltremare in collaborazione con il Teatro Massimo di Napoli, il San Carlo, e del Fringe Festival di Edimburgo, dedicato agli artisti emergenti.

Il grande successo della prima edizione spinge il Ministero ad indicare Napoli come sede permanente del Teatro Festival Italia, che anche motore di riabilitazione e riqualificazione di diverse aree urbane cittadine. Infatti, oltre ad ospitare alcune delle rappresentazioni presso i più importanti teatri napoletani, il Festival si è negli anni arricchito anche di ulteriori località.

Nel 2012 il Parco Archeologico di Pausilypon dal tramonto fino a tarda sera, si è trasformato in un grande teatro a cielo aperto: un tunnel con videoproiezioni e performance e tre aree di spettacolo affacciate direttamente sulla baia di Trentaremi. Nel 2013 e 2014 tra le location si è aggiunto il Museo Nazionale Ferroviario, che ha sede nello storico opificio borbonico di Pietrarsa, struttura concepita da Ferdinando II di Borbone nel 1840 e situata in Portici, in una splendida cornice tra il Vesuvio e il mare.

Il 2015 ha visto invece scegliere come palcoscenico del Festival uno dei gioielli di Napoli, il Castel Sant’Elmo, appollaiato sulla collina del Vomero da cui si può godere di un panorama superbo, capace di abbracciare tutto il Golfo. Il castello, con il suo capiente auditorium, la sala dei cannoni, gli ambulacri e la piazza d’armi, ha ospitato ogni sera per circa un mese spettacoli di prosa, performance di danza, nuove proposte del Fringe e un ciclo di letture al tramonto sulla terrazza del castello, a cui è stato dato un tocco di mondanità con l’allestimento di un bar per il dopofestival.

Teatro Festival 2015 - SantElmo

Il golfo di Napoli, guardando Posillipo, dall'incantevole terrazza del Castel Sant'Elmo, sede dell'edizione 2015 del Teatro Festival

Sul palco si sono alternati autori come Claudio Tolcachir con Dinamo, lavoro con il quale l’autore esplora il tema della solitudine di tre donne, oppure Alfredo Arias che, dopo il successo di Circo Equestre Sgueglia, firma Il bugiardo di Carlo Goldoni con Geppy Gleijeses e Marianella Bargilli. Un altro lavoro di Goldoni, La bottega del caffè, per la regia di Maurizio Scaparro, è stato presentato in anteprima nazionale, prima di lasciare Partenope e veleggiare sul Teatro Piccolo di Milano, in occasione di Expo 2015. A Napoli è stato invece dedicato un ciclo di letture che ha visto tra gli attori coinvolti Fabrizio Bentivoglio, Sergio Rubini, Claudio Santamaria, Laura Morante, che hanno letto e interpretato testi di Mimmo Borrelli, Peppe Lanzetta, Marco Baliani, Fausto Paravidino.

Se da un lato l’armonia e la simmetria del teatro e dell’organizzazione sembrano farla da padroni, dall’altro non si può fare  a meno di notare una nota stonata nella sinfonia del Festival. E’ il commediografo e autore famoso in tutt’Italia di origine campane, Vincenzo Salemme, a far presente la effettiva distanza del Festival dallo spettatore. “La città ignora il Festival e il Festival ignora la città”, è questa l’amara notazione dell’attore e regista bacolese che osserva come, nonostante l’ampio respiro della manifestazione, vi sia poca empatia fra città e Festival. La colpa sarebbe da addebitare a una diffusione limitata sia nel tempo sia sul territorio, risolvibile mediante una programmazione della rassegna anticipata nei mesi, in modo da coinvolgere un maggior numero di spettatori.

Una criticata fondata che può servire da sprone per un Festival che, come osservato da Caterina Miraglia, Presidente Fondazione Campania dei Festival, serve a dare gioia a una città i cui segni di un peggioramento dell’offerta culturale sono ben visibili, ma da cui ci si propone di risollevarsi mediante un circolo virtuoso che convogli le risorse di vitalità̀, buon senso, ottimismo, creatività, generosità̀ di cui il popolo napoletano è dotato.


Per maggiori informazioni: