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Etica nelle professioni d’affari in tempo di crisi economico-finanziaria

Scritto da Angelo Zerella Il . Inserito in Il Palazzo

Il Rotary Club Napoli Ovest, in collaborazione con l’AIDDA, Associazione Italiana Donne Dirigenti d’Azienda, e con Euro Defi, rete professionale internazionale di consulenti fiscali, legali e finanziari, ha organizzato il 31 Gennaio u.s., una tavola rotonda sul tema dell’etica nelle professioni d’affari nell’attuale congiuntura, coinvolgendo gli ordini professionali degli avvocati, dei dottori commercialisti e dei notai.
I saluti iniziali degli organizzatori e dei responsabili degli ordini professionali hanno concordemente sottolineato la centralità del tema per il superamento delle difficoltà attuali. Infatti, ad una riflessione più attenta, la fase avviatasi nel 2008 è, innanzitutto, crisi dei valori su cui si fonda il sistema capitalistico: i meccanismi di accumulazione della ricchezza risultano sempre più slegati dalla produzione di beni e/o servizi mentre il rischio, che dovrebbe costituire la giustificazione del profitto d’impresa, viene scaricato integralmente su soggetti terzi.
Una testimonianza di particolare rilievo è stata portata dal console generale degli USA, dott. Gordon Moore, avvocato, che ha riferito come, in reazione agli scandali Enron, Tyco International, Adelphia, Peregrine Systems e WorldCom, gli USA abbiamo varato nel 2002 una legislazione, il Sarbanes-Oxley Act, che introduce la responsabilità penale diretta del top management nella certificazione della correttezza dei bilanci e che inasprisce le pene per false comunicazioni societarie. Come non ricordare che parallelamente in Italia, proprio nel 2002, si andava in direzione opposta depenalizzando il falso in bilancio e gli illeciti amministrativi delle società commerciali?
Il professor Michele Sandulli, ordinario di Diritto Commerciale all’università di Roma Tre, ha ricordato come l’etica sia un fondamentale ambito protogiuridico sul quale la norma si fonda e che contribuisce, attraverso la fiducia, in modo decisivo alla riduzione dei costi di transazione del sistema.
Il dott. Lui Abete, magistrato, che ha lavorato nell’Unità per la semplificazione e la qualità della regolazione istituita presso la Presidenza del Consiglio dei Ministri in qualità di esperto in materia di diritto societario e fallimentare, ha detto che il problema da affrontare prioritariamente è quello della semplificazione istituzionale prima ancora che quella legislativa. La chiarezza e la semplicità delle norme deriva da un quadro istituzionale in cui si eliminino sovrapposizioni e conflitti di attribuzione.
Infine, gli imprenditori, rappresentati da Rossella Paliotto, amministratore di AET, hanno testimoniato della difficoltà di operare in un contesto nel quale lo Stato pretende il puntuale rispetto degli obblighi contributivi e fiscali e poi non paga i debiti contratti con il sistema delle imprese private accumulando un debito verso queste di circa 60 miliardi di euro.
Concludendo si può affermare che per il superamento delle difficoltà attuali si possa puntare solo su una strategia collettiva che rafforzi la diffusione e la solidità di comportamenti etici finalizzati all’accrescimento del bene comune. Ogni altra scorciatoia, anche se indicata da politici irresponsabili in questa campagna elettorale, non conduce che ad un irreversibile aggravarsi della crisi.