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Portici, l'isola felice!

Scritto da Andrea Pomella Il . Inserito in Il Palazzo

Nella terza tappa del nostro viaggio fra i comuni della provincia di Napoli che nella primavera andranno al voto, arriviamo a Portici.  Rispetto alle realtà  che siamo andati a scoprire, il comune vesuviano si presenta come una vera e propria isola felice.  L’esperienza  di governo  della città, che ha avuto come protagonista  Enzo Cuomo, si è caratterizzata per una continuità di governo decisamente notevole: nove anni che hanno cambiato la faccia della città. Per farci un’idea dei successi dell’amministrazione guidata da Cuomo, chiedo a Rosario Frosina di descrivermi quanto è stato fatto dalla giunta di cui è stato assessore ai Lavori Pubblici. Parlando con Rosario si percepisce chiaramente l’orgoglio di chi ha governato bene e che vanta   dalla propria parte i risultati.   La città che ci descrive, è una città profondamente cambiata,  che può vantare risultati d’eccellenza, come quello registrato durante l’emergenza rifiuti, superata brillantemente grazie a una serie di decisioni lungimiranti. Ma sono le soluzioni urbanistiche il risultato più notevole, il recupero e la ristrutturazione di palazzi settecenteschi come Villa Mascolo, Palazzo Caposele e  Villa Fernandez, che sono diventati sedi di aggregazione e attività museali, la riqualificazione del waterfront, che è tornato ad essere balneabile come certificano i dati ARPAC, sono obiettivi raggiunti grazie a una progettazione che  per la nostra provincia rappresenta un’eccellenza assoluta. Attraverso una pianificazione lungimirante, resa possibile dal PUC, il piano urbanistico cittadino, l’intera città è stata ripensata e riprogettata per favorire una nuova idea di vivibilità, una vision  all’interno della quale una realtà complessa come quella del comune vesuviano, che ricordiamo è il primo comune italiano per densità di popolazione, sia  restituita ai suo cittadini; non solo, quindi, recupero e riqualificazione di palazzi storici, ma anche ampie zone pedonalizzate, piste ciclabili e aree di socializzazione.  Una progettazione che non si ferma solo alla realtà cittadina, ma come ci spiega Rosina va inquadrata in una più ampia visione d’insieme.  Con il progetto PIU Europa, si delinea un piano integrato di intervento, per mettere a sistema la realtà di Portici  con quelle del resto della provincia, in un contesto in cui tutta la futura Area metropolitana venga vista come un tessuto urbano policentrico  in cui anche le cittadine  più piccole possano essere protagoniste. Secondo quanto ci dice Rosina, I successi ottenuti dall’amministrazione di Portici  sono stati possibili grazie a una buona compagine di governo, che nello schema del centrosinistra classico ha dato alla città una maggioranza salda che ha posto al primo posto la responsabilità e la  programmazione rispetto le classiche beghe della politica. Si  può anche non essere  d’accordo con la formula che ha garantito alla città una buona amministrazione, ma non si può negare che quando  nelle giornate di maggio si andrà a votare per il nuovo sindaco, sarebbe un peccato che una tale esperienza e un tale patrimonio politico andassero perduti. In  una realtà in cui si registra un alto consenso per l’amministrazione uscente, qualora il PD non dovesse raggiungere un’intesa su un nome condiviso in grado di garantire la continuità che gli elettori sembrano chiedere, e decidesse di ricorrere allo strumento delle primarie, ci sembra scontato che i nomi da sottoporre agli elettori delle primarie vengano  scelti in una ristretta rosa di nomi in cui sia possibile rintracciare i protagonisti del cambiamento della città. Portici è sicuramente un esempio virtuoso per la nostra provincia, ed affinché continui ad esserlo è auspicabile che si continui sulla strada tracciata in nove anni di buon governo.