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Le polizze RC Auto a Napoli

Scritto da Leonardo Impegno Il . Inserito in A gamba tesa

Che a Napoli l’assicurazione Rc auto sia molto più cara rispetto a quella di altre province, in particolare del Centro-Nord, non è affatto una notizia, purtroppo. Almeno per i napoletani onesti, che devono sopportare questa ingiustizia, senza averne colpa. In genere, si dice che i prezzi sono più alti a Napoli perché c’è un numero di sinistri superiore, alludendo anche all’elevata incidenza di truffe alle assicurazioni. Peccato che la realtà non sia questa. L’indice di “sinistrosità” si basa sul rapporto tra il numero di sinistri e quello delle polizze assicurative stipulate in quella provincia. A Napoli è elevatissimo e questo “giustifica” – secondo le compagnie assicurative - il prezzo elevato delle polizze.

Nessuno dice mai, però, che il numero di automobili che circola abitualmente nella provincia di Napoli è di gran lunga superiore a quello del numero di polizze in essere. Questo per due motivi: il primo è che moltissimi automobilisti non sono assicurati e circolano con un tagliandino falso (un fenomeno deprecabile, che con la crisi economica risulta in crescita); il secondo è che l’elevato importo delle polizze spinge i napoletani che hanno la fortuna di avere una casa al mare o in montagna in una provincia meno cara a spostare lì la residenza per pagare di meno. Quell’indice di sinistrosità che determina il costo altissimo delle polizze dei cittadini partenopei, quindi, è del tutto sballato. E, quanto al presunto elevato numero di truffe alle assicurazioni, c’è da dire che questo fenomeno è molto favorito dal fatto che le grandi assicurazioni del Nord o estere preferiscono perdere le cause, senza fare una vera opposizione, per poi aumentare le tariffe, invece che attivare i propri legali sul territorio per smascherare le truffe. Tanto loro non ci perdono: a pagare sono gli automobilisti napoletani onesti che si vedranno addebitare il maggior costo determinato da tutte le circostanze che ho citato finora messe insieme.
Il risultato, come tutti ben sanno, è che a Napoli – così come in larghissima parte del Sud – le tariffe assicurative sono molto più elevate di quelle del Centro-Nord (si arriva fino a 4 volte tanto) e hanno continuato a crescere, negli ultimi anni, anche per i più virtuosi, che non fanno incidenti da decenni.
Il dato sui giovani neopatentati è addirittura assurdo. Secondo le più recenti elaborazioni Isvap, il prezzo medio a Napoli di una polizza per un 18enne in 14esima classe (la più costosa) è di 3.968 euro. Cioè 4mila euro solo per assicurare per un anno un’autovettura. La media nazionale per lo stesso profilo, comunque altissima per un giovane che non viva di rendita, è di 2.938 euro: oltre mille euro in meno rispetto al prezzo praticato a Napoli. E per uno scooter 50 siamo a 1.555 euro (quasi il prezzo dello stesso motoveicolo), contro i 655 euro di media nazionale.
Lo slogan della campagna elettorale del Partito democratico, “L’Italia giusta”, è calzante in questo caso, come in pochi. Italia giusta significa, infatti, che ogni cittadino italiano, a parità di condizione, deve poter pagare le stesse tariffe assicurative, a Napoli come a Milano. Questa è una delle battaglie che ritengo, da napoletano, da meridionale, ma anche da cittadino italiano di dover portare avanti. Tariffe così alte, infatti, hanno convinto tantissime famiglie meridionali a rinunciare all’automobile, già gravata da altre tasse in continuo aumento, dal bollo auto alle accise sulla benzina. Il problema, quindi, non è solo la discriminazione di una parte dei cittadini, per torti che non hanno, ma anche il danno ulteriore che si fa ad un mercato, quello dell’auto, che continua a scendere di mese in mese e che ha visto, proprio per il crollo delle vendite, naufragare il Piano Fabbrica Italia della Fiat, con quasi tutti gli stabilimenti italiani del Lingotto interessati dalla cassa integrazione e in attesa di conoscere il proprio futuro.