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La quiete dopo la tempesta: l’Arcobaleno ritorna tra le sale cinematografiche del Vomero

Scritto da Lorenzo Riccio Il . Inserito in Cinema & TV

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E’ ormai un triste bollettino quello che vede sempre più esercizi commerciali e librerie chiudere a Napoli, ed in particolare nel quartiere Vomero, forse uno di quelli maggiormente colpiti dalla crisi economica, a causa di un misto di calo di vendite e aumento del costo degli affitti. Tuttavia, dopo anni bui, ecco i primi segnali di ripresa, con l'inaugurazione della libreria Mondadori in piazza Vanvitelli e addirittura la riapertura del cinema multisala Arcobaleno.

Non tutto sembra dunque essere perduto però perché il cuore pulsante della cultura vomerese è tutt’altro che fermo, e continua a battere. Ciononostante, è bene ricordare come negli ultimi anni si sia assistito ad un fiorire di gastronomie, per la maggior parte bar, oltre alle famose “patatinerie” sulla scia dell’olandese “Chipstar”, quasi a voler significare che l’unica cosa che ancora piace è la pausa.

Molte istituzioni della cultura napoletana e vomerese hanno invece ormai chiuso i battenti; ultima in ordine di tempo, la storica Libreria Loffredo, in via Kerbaker, che ha sollevato l’ormai preoccupante questione degli elevati costi di locazione nel quartiere collinare. Dopo la libreria Guida in via Merliani, fallita anch’essa dopo circa quarant’anni di attività, l’indignazione dei residenti è cresciuta con la chiusura dell’altro antico venditore di libri, Loffredo, che aveva inizialmente rassicurato la clientela annunciando il suo trasferimento nella vicina Piazza Fuga, promessa purtroppo non mantenuta. A ciò si è aggiunto il travagliato cambio di gestione della Fnac trasformata in Trony, una vicenda della quale la nostra testata diede attenta analisi.

Davanti alla desertificazione libraia, la cittadinanza si è attivata. Infatti, da poco piu' di un anno, Napoli ed il Vomero possono contare su IoCiSto, la prima libreria ad azionarato popolare della citta', come raccontato qui. L'esempio positivo di IoCiSto sembra aver rilanciato il mercato culturale del quartiere: da pochi giorni è stata infatti inaugurata la libreria Mondadori in piazza Vanvitelli, mentre Trony ha provveduto ad un profondo restyling del settore libri del megastore in via Luca Giordano, rendendolo piu' confortevole ed assortito.

Tuttavia, forse ormai pochi ricorderanno che la chiusura di centri cultural-aggregativi aveva iniziato a mietere vittime dai cinema, quali l’Arcobaleno o l’Abadir. In particolare l’Arcobaleno, chiuso nel gennaio 2014, aveva scatenato le ire degli abitanti del quartiere, impotenti di fronte ad un Vomero ormai quasi fantasma. Una "vergogna napoletana", così il presidente del Centro Commerciale Vomero Arenella, Enzo Perrotta, aveva definito l'ennesima chiusura di una delle attività storiche della zona.

Ovviamente, far ripartire un cinema, in particolare un multisala, presenta spese ben maggiori di una libreria. per tale ragione, l’ex presidente della Regione Stefano Caldoro aveva segnalato che la disponibilità della Regione, per quanto di competenza, sarebbe stata immediata. In realtá, sia a livello di Comune che di Regione, non si era andati oltre le parole.

Pochi giorni fa, la notizia della riapertura dell'unico multisala vomerese ad opera della famiglia Mirra, imprenditori dello spettacolo che già gestiscono il Teatro Diana e il Cinema Plaza. Guglielmo Mirra, ormai vero e proprio motore della cultura sulla collina vomerese ha spiegato a "Il Mattino": «E’ stata una trattativa non semplicissima, ma posso annunciare con soddisfazione che tra fine agosto e inizio settembre riprenderà la programmazione dell’Arcobaleno, gestito da noi e in un certo senso rivoluzionato: lo chiameremo Arcobaleno 3.0». Dunque, giovedi' 27 agosto 2015, in concomitanza con le uscite cinematografiche dell'ultima settimana d'estate, l'Arcobaleno vivra' una nuova giovinezza, grazie ad un evento su Facebook che conta all’attivo circa 11.000 partecipanti, a dimostrare la volontà di una comunità di riappropriarsi degli spazi storici evitando che diventino sedi di supermercati o sale slot.

Sin da subito sono partiti i lavori di ristrutturazione con l’obiettivo di rifare il look ai locali e trasformare il vecchio cinema in uno di ultimissima generazione, dotato di proiettori all’avanguardia, poiché ormai è innegabile come il settore cinematografico oggi viaggi a braccetto con la tecnologia e sia necessario stare al passo con i tempi. Il processo di rinnovamento coinvolgerà anche la biglietteria che subirà una piccola rivoluzione con automatizzazione pressoché completa.

Anche quest’innovazione è un segno del passaggio del tempo, che però aiuta a combattere contro lo strapotere dei multisala posti in periferia, complessi enormi spesso ubicati in altrettanto grandi centri commerciali, con programmazioni numerose, molti orari e la ampie disponibilità di parcheggio, a cui gli imprenditori vomeresi potrebbero controbattere con accordi tra gestori di attività commerciali e gestori dei numerosi parcheggi collinari.

Se da un lato è evidentemente cambiato il nostro modo di vivere, viaggiare, comunicare, dall’altro è da notare che non sempre il cambiamento rappresenta un vantaggio: i film goduti nelle sale più piccole, infatti, hanno quel tocco più familiare e quell’atmosfera che fanno apprezzare ancora di più il momento del film. D’altronde chi di voi cambierebbe il proprio bar di fiducia, dove l’atmosfera come la miscela sono un ingrediente stesso del caffè, per un nuovo, ma impersonale, bar super moderno?