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Un vero e proprio atto rivoluzionario

Scritto da Marco Sarracino Il . Inserito in Vac 'e Press

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Avviare in questa legislatura, con questo parlamento e con questa maggioranza di governo, un dibattito sulla legalizzazione delle droghe leggere, lo considero un vero e proprio atto rivoluzionario. Sono infatti oltre duecento i deputati e senatori che hanno sottoscritto il DDL Della Vedova, presentato alla camera mercoledì 15 Giugno.

Viviamo in un momento storico in cui finalmente continuano ad affermarsi le libertà individuali attraverso lotte collettive, e su quella che da sempre considero una battaglia di civiltà, il dibattito non può più essere se dichiararsi favorevole o meno alla legalizzazione, ma assumere la consapevolezza che un mercato libero della cannabis già esiste, bisogna quindi solo regolamentarlo.
Farlo al Mezzogiorno avrebbe risultati non riscontrabili in nessuna parte d'Europa. Napoli è infatti la piazza di spaccio più grande del continente, nella nostra città non esiste solo una filiera breve che vede protagonisti il fornitore e il consumatore, bensì l'inizio della grande distribuzione nazionale ed internazionale. Significherebbe insomma depotenziare la malavita organizzata, che con la vendita di tutti i tipi di droghe come denuncia lo scrittore Roberto Saviano, ha un guadagno netto giornaliero di circa 500mila euro al giorno.
Passa quindi innanzitutto da questo principio il lavoro che associazioni, comitati, singoli cittadini e parlamentari hanno svolto nella costruzione del disegno di legge che molto presto come hanno annunciato anche i due vicepresidenti della Camera verrà calendarizzato. Lo Stato Italiano dunque avrà il monopolio di questo mercato. Questo non solo danneggerà in maniera straordinaria il mercato illegale, ma renderà l'accesso al prodotto molto più sicuro anche dal punto di vista sanitario. In questo verso rema anche la Direzione Nazionale Antimafia, che nella sua ultima relazione afferma il totale fallimento delle politiche antiproibizioniste e repressive degli ultimi anni.
Ma non è solo una questione di lotta alla criminalità organizzata, ci sarà infatti la possibilità di autocoltivare massimo cinque piante di sesso femminile, e soprattutto di poter utilizzare la marijuana a scopi terapeutici, essendo un potente antidolorifico, cosa che tra l'altro avviene già in Toscana e Veneto.
Insomma pare finalmente che anni di battaglie trasversali possano finalmente trovare un riscontro istituzionale concreto, entrando nel merito di una discussione che dal punto di vista della partecipazione è uno dei temi più seguiti e affrontati dalle giovani generazioni: e per il momento, anche solo questo rappresenta una grande vittoria.