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Legalizzazione delle droghe leggere il falso problema di questa legislatura

Scritto da Alessandra Mugnolo Il . Inserito in Vac 'e Press

Noi i ragazzi dello zoo di berlino 009

Di legalizzazione delle droghe leggere continua a parlarsi da molti anni e il DDL Della Vedova sarà forse stato utile per rinfrescare dalla calura estiva gli antiproibizionisti di tutte le ere, accendere qualche dibattito sotto l’ombreollone,  di certo però non ci vengano a dire che legalizzare le droghe leggere sia il vero problema di questa legislatura.

Da miei studi, non ancora conclusi però, ho potuto apprendere quale fosse l’azione biologica del principio attivo delle droghe leggere: nella fattispecie la cannabis ha un potere oressizzante, ovvero è capace di stimolare l’appetito tanto è vero che in USA è in sperimentazione l’utilizzo della stessa nel trattamento della cachessia AIDS correlata, antiemetico (antivomito), antispastico e antidolorifico. Sarebbe parsa una gran cosa la legalizzazione se non ci fossero già farmaci con questa stessa indicazione terapeutica, già sperimentati, già protocollati, già in commercio ed effettivamente funzionali visto che per la cannabis si parla solo di un blando effetto per dosi molto importanti correlate inoltre ad effetti sulla salute psicofisica per un uso cronico. Infatti, molte psicopatologie come ad esempio la schizofrenia, verrebbero slatentizzate dall’utilizzo cronico di queste sostanze, ovvero sulla base di una predisposizione genetica, la sostanza agirebbe da fattore scatenante la psicopatologia. E poi, da quanto riporta la casistica clinica psichiatrica quasi sempre confermata nella storia di un tossicodipendente è il salto dalle droghe leggere a quelle pesanti che associato alla disinibizione al proibito che politiche antiproibizioniste comportano, determinerà l’aumento all’utilizzo di droghe pesanti in virtù del “salto” perché aumentato sarà l’utilizzo di droghe leggere. Un esempio lampante ce lo fornisce il fatto che la legalizzazione del gioco d’azzardo ha aumentato il numero dei ludopatici in Italia. E allora l’effetto quale sarà? Aumento dei tossicodipendenti e di conseguenze aumento di spese per il SSN oltre che aumento degli introiti per la camorra o chi per essa poiché per quanto il mercato inizialmente verrebbe frenato, dopo in nome dell’aumento di utilizzatori di droghe pesanti verrebbe addirittura potenziato. Altro aspetto fondamentale in termini di salute pubblica è relativo alla mancata educazione  sanitaria verso gli effetti e le modalità di utilizzo di queste sostanze molto spesso utilizzate  come automedicamenti in maniera inconscia da parte di chi soffre di disturbi d'ansia che crede di curare la propria ansia sostanzialmente sedandosi con queste sostanze che non hanno effetto curativo e che sono fortemente controindicate nell’utilizzo  del disturbo d’ansia stesso visto che inizialmente possono arrestarlo ma poi quasi certamente potenziarlo. Tralasciando i ragionamenti in termini di salute pubblica, viene da pensare ancora che le associazioni criminali potrebbero essere competitive con lo Stato come è già successo e succede con il contrabbando di sigarette e che con la legalizzazione di un nuovo artificio ricreativo il numero di reati stradali di certo aumenterà. E allora veramente legalizzare le droghe leggere è un toccasana per il nostro paese? Ai bagnanti l’ardua risposta.