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Cos’è il PD?

Scritto da Riccardo Barone Il . Inserito in Il Palazzo

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Sarà stato il caldo, o forse la lontananza dall’Italia, di fatti quest’estate, mentre ero in meditazione ascetica, direbbe qualcuno, mi sono chiesto “cos’è il PD?”, questa domanda per me avrebbe un risposta semplice (“un partito aperto e riformista a vocazione maggioritaria”) ma sempre più spesso vedo, a Roma e nei territori, che la costruzione del PD non solo è incompleta, è stata proprio interrotta.

Quando nel 2007 si decise di fondare un partito basato sulle primarie si voleva costruire un contenitore nuovo, ma, a mio avviso, qualcosa non ha funzionato: oggi vedo un PD in cui lo scontro non è solo sui temi ma sulla natura stessa del partito, per qualcuno le primarie non sono più indispensabili, per altri il raggiungimento dei risultati elettorali giustifica qualsiasi alleanza ed accordo, per altri ancora lo Statuto va bene quando vinci le primarie e non va bene quando fai opposizione interna, pare che l’unica cosa a non interessare siano valori e programmi.
Tutte queste incertezze su cosa siamo sono plasticamente rappresentate dal percorso di avvicinamento alle comunali di Napoli: in questi giorni abbiamo sentito che “le primarie non si devono fare”, che “dobbiamo allearci con NCD” e che “De Magistris non ci piace”.
Bene, adesso ci vogliamo porre il problema di come costruire una candidatura ed un progetto adeguato per la terza città d’Italia?
Credo che la situazione del PD a Napoli sia davvero il frutto di uno scontro tra culture politiche molto lontane e forse incompatibili che non riescono ad alzare il livello del dibattito, inoltre, dire no alle primarie, benché previsto nello Statuto, significa, per me, ammettere che non siamo in grado di organizzare, in primis, le primarie ed in secondo luogo di lasciare le scelte ad un sistema di notabilato. Le primarie sono l’elemento fondativo del PD, perché lasciare all’elettorato la scelta di un candidato significa evitare sia frutto di accordi che, negli anni, hanno sempre più allontanato il PD dai suoi elettori.
Non mi piace nascondere i problemi delle primarie, ne cosa hanno significato a Napoli in passato, ma nel corso del prossimo anno la riflessione che dovrà portarci alle elezioni amministrative in Italia, e a Napoli, dovrà essere fatta con la consapevolezza che negli ultimi anni è la natura del PD ad essere stata messa in discussione ed è per questo che sono contento che alla festa de “L’Unità” di Milano avremo modo di discutere sul futuro del PD e sulla sua cultura politica di riferimento. Sperando che da lì si possa dimostrare che il PD sappia andare avanti, imparando dagli errori, e ripartendo da persone e programmi nuovi e validi.