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Quando Majakovskij aveva ragione: #lamiafestaU

Scritto da Francesca Scarpato Il . Inserito in A gamba tesa

mia festa napoli u

Io non so se, prima o poi, il quesito, tutto filosofico, "ma il PD è o non è una comunità" riuscirà mai ad avere una risposta univoca ma quello che so è che quanto si è verificato questo mese (per la precisione dal 10 al 14 settembre) presso i giardini del Chiostro di Santa Chiara, si avvicina molto alla mia idea di comunità.

La nostra Festa de L'Unità, cioè la Festa de L'Unità dei Giovani Democratici di Napoli, è stata molto più che una passerella; è stata molto più che un mero momento ludico.
È stato un mettere in moto energie, menti e voglia di fare per il bene dei nostri concittadini e, perché no, anche del nostro stesso partito che da anni, nelle nostre realtà, in quanto ad attività politica (e non solo), latita a dir poco.
Ho visto per giorni e giorni, tanti giovani come me, svegliarsi alle 6 del mattino, credendo in qualcosa di diverso. Li ho visti cimentarsi, con tutto il loro impegno, in pratiche che probabilmente mai avrebbero pensato di dover affrontare nella loro vita. Li ho visti studiare incarti e correre da un ufficio all'altro, ora per questa ora per quella autorizzazione. Li ho visti improvvisarsi manovali, falegnami, elettricisti, operatori ecologici e baristi.
Li ho visti "sacrificare" il loro tempo, i loro risparmi e la loro fantasia senza aspettarsi nulla in cambio.
Ho visto insomma, senza ombra di dubbio, la parte migliore della mia generazione e della mia comunità tutta.
"Esci partito dalle tue stanze, torna amico dei ragazzi di strada" diceva Majakovskij e noi lo abbiamo praticamente preso alla lettera.
Nonostante le enormi difficoltà incontrate, nonostante ci fosse chi scommetteva sul nostro fallimento, nonostante tutto e tutti, siamo stati in grado di organizzare uno spazio in cui la buona Politica ha potuto riconnettersi con i cittadini.
Abbiamo allestito dibattiti finanche tre volte al giorno. Abbiamo parlato di lavoro con il mondo del sindacato e Guglielmo Epifani, del futuro della nostra regionale con i neo eletti consiglieri, abbiamo parlato di immigrazione con Enzo Amendola e Gennaro Migliore, abbiamo parlato di legalità ed impresa con Raffaele Cantone, abbiamo parlato della riforma degli enti locali con il neo eletto sindaco Ciro Buonajuto, abbiamo parlato di Europa con Gianni Pittella ed Elena Gentile, di giustizia con il Ministro Andrea Orlando, di Rc auto con Leonardo Impegno. Ma ci siamo anche interrogati sul futuro della nostra giovanile con il segretario nazionale Andrea Baldini, su cosa voglia dire essere di Sinistra, oggi, con Berardino Impegno e soprattutto ci siamo chiesti, nella nostra assemblea conclusiva, cosa, una nuova classe dirigente (che poi era anche il sottotitolo della nostra 5 giorni) deve fare, per cosa deve battersi, in cosa deve credere per essere veramente e fattivamente incisiva ed utile alla società.
Senza dimenticare poi gli spettacoli (tra i più vari) che abbiamo offerto, ogni sera, a tutti coloro che hanno avuto la voglia ed il piacere di venirci a trovare.
Insomma, come vi dicevo, io non so se, prima o poi, il quesito, tutto filosofico, "ma il PD è o non è una comunità" riuscirà mai ad avere una risposta univoca ma per oggi voglio dire semplicemente grazie a tutti voi, semplici volontari, militanti, dirigenti, ospiti, artisti, giornalisti o anche semplici spettatori per avermi ricordato che la passione non è mai fine a se stessa e per avermi fatto capire che qualcosa di diverso esiste già e quel qualcosa siamo noi.

Ps: Come direbbe qualcuno: andiamo avanti!