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Una sfida possibile:cambiare la RcA

Scritto da Francesco Garzillo Il . Inserito in Vac 'e Press

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In Italia tutto procede con la dovuta flemma infatti ,questa è la prima volta che viene presentato un disegno di legge annuale sulla concorrenza, nonostante questo obbligo sussista fin dal 2009.
Non dovrebbe essere cosi, ma non è mai troppo tardi.

La legge prevede anche una mini riforma della RcA ed in particolare dei 14 articoli che riguardano le assicurazioni, uno in particolare desta le preoccupazioni di Minucci, il presidente dell’Ania,come infatti allorche’ l’emendamento conosciuto come tariffa premio Italia è stato licenziato dalla commissione finanza,il presidente ha tentato di terrorizzare il popolo automobilista affermando che se la camera lo avesse votato cosi come da commissione,di contraltare ci sarebbe stato un aumento delle tariffe per tutti gli altri. Ma gli altri chi? Se la quasi totalita’dei 43.000.000 di veicoli italiani paga già più del premio medio europeo ed in certe aree fino al quintuplo! Minucci se la canta e se la suona a suo piacimento,mentre la realtà è ben diversa. Il comma 2 dell'articolo 6-bis del ddl per la concorrenza recita: ‘’si affida altresì all'IVASS il compito di definire una percentuale di sconto minima, in favore di contraenti che risiedono nelle regioni con costo medio del premio superiore alla media nazionale e che non abbiano effettuato sinistri con responsabilità esclusiva o concorrente per almeno cinque anni, a condizione che abbiano installato meccanismi elettronici che registrano l'attività del veicolo ("scatola nera"). La percentuale di sconto minima deve essere tale da commisurare la tariffa loro applicata a quella media dei soggetti, aventi le medesime caratteristiche, residenti in regioni con tassi di sinistrosità inferiori rispetto alla media nazionale. Per farla breve aspettiamoci per i virtuosi più tartassati uno sconto dal 30 al 50%.
Tra gli effetti possibili potrebbe esserci una diminuzione dell'evasione assicurativa nelle zone in cui, attualmente, il premio è più oneroso ,quindi si prospetta un rientro di parte dei 4.000.000 di veicoli non assicurati, che Minucci non considera del conto, in quanto non è suo mestiere capire perchè milioni di veicoli non sono assicurati.
Il loro cavallo di battaglia per aumentare le tariffe sono le frodi, ma le compagnie non investono nulla per fronteggiarle.Investono negli attuari figura chiara e strategica pienamente coinvolta nella governance delle Compagnie di Assicurazioni un ruolo chiave in molteplici aspetti, primo fra tutti il controllo di terzietà sui premi delle tariffe praticate e sulle corrispondenti riserve tecniche da accantonare nel bilancio di esercizio .Il controllo di terzietà (imparzialità) su tariffe e riserve resta una questione essenziale di cui una Compagnia di Assicurazioni non può fare a meno, data l’importanza delle poste in gioco. Gli attuari sono previsti per legge ma li paga la compagnia a rigor di logica sembra esserci un palese conflitto d’interesse. Fatta salva la buona fede di tutti . Dalla relazione del consigliere Ivass Prof.Riccardo Cesari del 25 giugno 2015: nell’ultimo triennio (2011-2014), la frequenza sinistri è scesa dal 7.4% al 6% (-18.1%).
Il costo medio dei sinistri è invece aumentato del +4.6% (da 4435 euro a 4641 euro), effetto del calo degli importi pagati (-1.8%) più che compensato dalla crescita degli importi riservati (+9.8%). Il commento e’ semplice con l’aumento del riservato ci sono piu’ soldi da gestire, per carita’ ‘’solo’’per essere sempre solvibili e capienti anche ad un’eventuale ispezione Ivass.Ma non e’ strano che cala la frequenza sinistri del 18.1% rispetto all’anno precedente,calano addirittura gli importi pagati ,ma combinazione aumenta il riservato,sembra che gli incroci astrali siano tutti contro l’automobilista italiano ed anche contro l’agenzia delle entrate. Poiché la frequenza dei sinistri risulta avere un effetto sui premi decisamente superiore di quello dei costi medi, il calo della prima :la frequenza, spiega il recente andamento cedente dei premi delle polizze,ma mai come dovrebbero realmente calare.
Perché fino a prova contraria gli attuari i conti li fanno con imparzialità e senza essere influenzati da nessuno, fin anche fossero i loro datori di lavoro,facciamo fede sulla loro professionalità.
Molto può essere fatto, tuttavia, dal lato dei costi dei sinistri, e in tal senso vanno sia i recenti interventi legislativi, sia le proposte contenute nel citato ddl. Anche il Governo potrebbe fare la sua parte detassando la RcA ai privati.
Si tratta di provvedimenti che vogliono spingere il sistema verso il contenimento dei costi, delle frodi e dei livelli tecnici delle tariffe.Ma ,Minucci-Ania, dice che cosi non va bene ,intuiamo i motivi: molto comodo fare gli imprenditori in un settore RcA dove esiste un obbligo di legge,scarsa concorrenza e altrettanto scarsa trasparenza…e niente controlli dei bilanci.
Invece l’auspicio è che il comma 2 dell'articolo 6-bis del ddl che prevede una tariffa piu’ equa per i virtuosi della RcA venga ratificato dal Parlamento con la consapevolezza che si debba rimediare definitivamente con altri interventi legislativi alla scandalosa discriminazione territoriale che a macchia di leopardo ha colpito tutta l’Italia e soprattutto il Sud. Minucci o chi sara’ per lui deve conoscere che questo e’ solo l’inizio di una battaglia per normalizzare la RcA e condurla nei binari europei.