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Chi inquina, paga: continua l'odissea di Bagnoli

Scritto da Ludovica Ciriello Il . Inserito in Succede a Napoli

2015.09.30 - Chi inquina paga continua lodissea di Bagnoli

Chi rompe paga, chi sporca pulisce. Questa massima del buon vivere familiare è da poco diventata un principio valido anche per quel che riguarda “la cosa pubblica”: a stabilirlo, è stato il Consiglio di Stato (Sezione Quarta, presidente del collegio Luigi Maruotti) accogliendo il ricorso del Comune di Napoli contro la Fintecna. 

La vicenda ha inizio quando, nel dicembre 2013, Luigi De Magistris intima alla Fintecna Spa, società della Cassa Depositi e Prestiti, di rimuovere la colmata di Bagnoli (creata dall'Italsider tra il 1962 e il 1964, con l’accumulo degli scarti di fonderia e risultata poi altamente inquinante) e di procedere alla messa in sicurezza dell’arenile che si estende tra Coroglio e l’ex quartiere operaio, in quanto concessionaria dei terreni in questione; nonché alla Cementir di ripristinare la messa in sicurezza dell’area di sua competenza. 

L'area, tuttavia, era poi finita nelle mani del Comune ed è proprio facendo leva su questo dato che la Società della Cassa Depositi e Prestiti si è inizialmente difesa, trovando appoggio nei giudici del Tar di Napoli che, nel 2014, emisero una sentenza a suo favore: «In base al vigente quadro normativo c’è stata la traslazione legale dell’obbligo di effettuare la bonifica a carico dello stesso Comune di Napoli, in quanto subentrato nella titolarità delle aree e dei finanziamenti». Impugnando la seguente pronuncia, però, il Sindaco Luigi De Magistris è riuscito nuovamente a capovolgere la situazione. Pur senza specificare le tempistiche con cui si dovrà procedere alla rimozione della colmata, infatti, il Consiglio di Stato conferma nella sostanza le ragioni dell’ordinanza sindacale del 2013: chi inquina, paga. 

Invitalia e i suoli indisponibili 

Mentre il Consiglio di Stato si pronunciava, Domenico Arcuri, a.d. di Invitalia – individuata come soggetto attuatore della bonifica dei suoli – si è incontrato in procura con Stefania Buda, titolare dell'inchiesta sul risanamento dei suoli della ex fabbrica del ferro. Per la Procura, che ha messo sotto sequestro buona parte dell'area ovest di Napoli, i terreni non sono mai stati bonificati e li' dove un tentativo di bonifica è stato iniziato, non lo si è fatto come si sarebbe dovuto. 

Ad oggi, questi terreni sono stati – almeno in linea teorica - trasferiti a Invitalia tramite lo Sblocca-Italia. Essendo però sotto inchiesta, questi stessi sono di fatto bloccati e, dunque, indisponibili. Nella vicenda, sono, peraltro, coinvolti anche i curatori fallimentari il cui compito sarebbe, invece, quello di vendere i terreni in questione per ripagare i creditori. 

Risollevare Bagnoli: l'odissea infinita 

Se è vero che alcune associazioni sono a favore di Salvatore Nastasi, occorre anche ricordare – per render chiaro il clima che si respira a Bagnoli – che mercoledì 30 settembre sono scesi in piazza, con l'intento di protestare contro il commissariamento - al grido di “Sblocchiamo noi Bagnoli” - il Laboratorio Politico Iskra, l'Assise cittadina per Bagnoli, il collettivo Bancarotta 2.0 / Lido Pola liberato, i Disoccupati 7 novembre, i collettivi studenteschi dell'area flegrea, i comitati per la vivibilità e i cittadini dei MeetUp del M5S, oltre a numerosi altri gruppi, associazioni e comitati territoriali.

Il Sindaco, dal suo canto, nonostante gli inviti ricevuti da più fronti - finanche dal governatore De Luca – a collaborare con il governo, non sembra voler cedere di fronte quello che ha definito “un grave affronto all'autonomia di Napoli, oltre che alla Costituzione”: appunto, il commissariamento. Forte di questa convinzione, Luigi De Magistris ha, infatti, annunciato che da Palazzo San Giacomo sarà depositato, entro il 23 novembre, un ricorso contro la nomina del commissario straordinario: con l'iniziale obiettivo di ottenerne la sospensiva. 

L'odissea di Bagnoli, insomma, continua:  ad oggi, sappiamo chi dovrà rimuovere la colmata - la Fintecna Spa - ma non sappiamo quando; conosciamo il nome del soggetto incaricato di attuare la bonifica dei suoli – Invitalia - ma non sappiamo se riuscirà mai a metter mano su questi stessi suoli che, per il momento, restano indisponibili. Sappiamo, infine, chi dovrebbe essere incaricato di coordinare queste complesse operazioni: il commissario Salvatore Nastasi. Anche in questo caso, però, quel che non sappiamo è se gli sarà lasciata l'opportunità, almeno, di provare a svolgere il suo lavoro.