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Omeopatia, facciamone chiarezza

Scritto da Alessandra Mugnolo Il . Inserito in Vac 'e Press

Omeopatia-Marcon

Poche notizie, a volte confuse ed approssimative,fanno parte della cultura collettiva ma anche medica rispetto a quello che si intende per omeopatia. Ed allora la nostra Redazione ha cercato di fare chiarezza con il dott. Silvano Zanghi medico-chirurgo ed omeotossicologo che cortesemente ci rilascia la seguente intervista.

Dott. Zanghi quando nasce e cosa si intende per medicina omeopatica?
La medicina omeopatica risale ad Ippocrate ma riconosce nel 1700 in Samuel Hahnemann il suo padre fondatore. Essa differentemente dalla medicina allopatica, quella farmacologica, si basa sull'utilizzo del "simile" anzichè dell' "opposto". Per "simile" intendiamo un medicamento capace di indurre in maniera naturale una funzione di per sè esistente nel nostro organismo che però risulta lesa, mentre per "opposto" intendiamo un medicamento che reagisce contro una funzione lesa nel nostro organismo per apportare beneficio al paziente.
Su cosa si basa la medicina omeopatica e cosa utilizza?
La medicina omeopatica si base su diluizioni alte e basse ottenute a partire da sostanze idrosolubili di origine minerale, animale e vegetale che hanno denonimazioni prettamente latine. Le sostanze di origine minerale (es arsenicum) sono indicate per il trattamento delle psicopatologie e nelle patologie croniche, quelle di origine animale (es apis) e vegetali (es camomilla, passiflora) per patologie acute. Ad alte diluizioni la sostanza base non è più presente nei termini di come viene convenzionalmente quantificata ( il numero di Avogado). Nelle basse diluizioni la materia è invece ancora presente in tracce. Queste diluizioni una volta shekerate producono un moto vibrante energetico responsabile di un effetto biologico che lei può provare ad immaginare come uno spostamento di cariche, un effetto biologico che si apprezzerà nel tempo.
E sulla base di cosa si scelgono le diluizioni?
In base a quelli che sono i sintomi del paziente. La medicina omeopatica esclude l'approccio generalista della medicina allopatica, cosa che ne compromette anche la possibilità di sperimentazione.In medicina omeopatica esiste il paziente e i suoi sintomi e non i sintomi della patologia. Ecco che in base al sintomo verrà scelta la diluizione ovvere il "simillimum" e cioè quel rimedio capace di includere tutti i sintomi del paziente o quando se non è possibile, quel rimedio capace di includere almeno tre sintomi di cui uno di tipo mentale (visione unicista). Più approfonditamente nella visione plurarista si possono utilizzare fino a due rimedi omeopatici per sintomi ( almeno tre per ciascuna tipologia)molto contrastanti in quella omeotossicologa invece si fa un connubbio tra rimedi omeopatici e allopatici.
Quali sono i vantaggi e gli svantaggi?
Tra i vantaggi abbiamo l'assenza delle reazioni avverse previste dai rimedi allopatici tra gli svantaggi abbiamo il fatto che l'omeopatia non può essere applicata in ogni campo e per ogni patologia, si pensi ad esempio alle urgenze oppure al dolore cronico oncologico e altre patologie che richiedono un approccio di tipo ultraspecialistico, ecco perchè l'omeopata è un medico perchè solo un medico è capace di escludere quelle patologie per cui il rimedio omeopatico non è indicato e ha capacità di indirizzamento. Nella risoluzione delle psicopatologie si ha invece un grande risultato.
Ci sono pazienti che rispondono meglio a questo tipo di medicina?
Si, i bambini poichè il loro organismo è meno inquinato, gli anziani invece soprattutto quelli già sottoposti a trattamenti farmacologici di lunga durata non rispondo granchè al rimedio.
Come si pone la comunità scientifica rispetto all'omeopatia?
La comunità scientifica è fatta di medici tradizionalisti e sulla medicina di tipo chimico, vicina alle aziende farmaceutiche allopatiche che sono sostanzialmente la maggioranza; essa si pone sostanzialmente da detrattrice nei confronti dell'omeopatia per ragioni di mercato, come dicevamo prima, inoltre, l'omeopatia non si presta a sperimentazioni cliniche poichè non c'è possibilità di campionamento venendo ad essere considerato ciascun paziente un elemento singolo non sovrapponibile ad altri cosa che non può consentirne valutazioni a carattere scientifico.