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Il caso Bagnoli continua a far discutere: le parole di Vezio De Lucia

Scritto da Ludovica Ciriello Il . Inserito in Succede a Napoli

2015.10.15 - Il caso Bagnoli continua a far discutere le parole di Vezio De Lucia.doc

A Bagnoli, l'odissea continua tra passi in avanti e instancabili critiche all'operato del governo. Il premier Matteo Renzi e il governatore della Regione Vincenzo De Luca hanno raggiunto un – inaspettato – punto d'intesa in merito ai fondi che dovranno essere messi in campo per attuare il nuovo progetto per l'area Nord-Ovest di Napoli. Renzi - incontratosi con De Luca a Palazzo Chigi – ha, infatti, promesso di stanziare tra i 50 e 100 milioni di euro per Bagnoli: cifra che si aggiungerà ai fondi già stanziati dal governo per un totale di circa 200 milioni.

Il mezzo scelto per destinare i 50 (o 100) milioni a Bagnoli è il decreto: provvedimento d'urgenza, che Renzi utilizzerà proprio per dimostrare d'aver ben inteso le difficoltà di un'area che aspetta da troppo di tornare a vivere e che di aspettare è, ormai, stanca. Tuttavia, come anticipato, se di questi passi in avanti c'è chi gioisce, c'è anche chi non è – e non è mai stato - d'accordo all'arrivo di Palazzo Chigi, con conseguente commissario straordinario (nella persona di Salvatore Nastasi) al seguito, nella zona di Bagnoli.

Il Sindaco De Magistris, ad esempio, continua ad annunciare ricorsi contro la nomina del Commissario Straordinario Nastasi, con l'intento di ottenere una sospensiva e iniziare così a bloccare “le ingerenze del Governo” su ciò che, a parer suo, è e dovrebbe restare di competenza del Comune di Napoli. Al Sindaco, si è recentemente aggiunta la vecchia guardia (a cominciare da Antonio Bassolino) che – negli anni Novanta – era in prima linea sul fronte Bagnoli. Il gruppo, all'epoca al potere, aveva stilato un piano per la zona: un piano che, però, non si è mai riusciti ad attuare.

Ciò nonostante, le polemiche - anche da questo lato - non si sono fatte attendere. “Il piano per Bagnoli c'è già e non si vede perché debba essere modificato dall'alto”: è questo il messaggio inviato dall'entourage bassoliniano. Alla nostra domanda: “Cosa è cambiato rispetto a quegli anni e perché proprio quel  piano - che non ha trovato successo allora – potrebbe essere valido oggi?”, Vezio De Lucia – urbanista e firmatario della variante per la zona occidentale di Napoli, entrata poi nel Nuovo Piano Regolatore – risponde così: “Il progetto che c'era allora non è fallito. Si è arrestato per ragioni che non avevano certo a che fare con una sua deficienza. E' bene, dunque, non fare confusione: il piano c'è ed è ancora lì, regolarmente approvato. Se anche dovessimo ridiscuterne, sarebbe il caso di farlo nei luoghi appropriati e, in questo caso, il luogo appropriato è il Consiglio Comunale,  non certo Palazzo Chigi. Se fosse il Consiglio Comunale ad aver da ridire, sarebbe giusto rimettere le carte in tavola ma, per il momento, non è così!”.

La posizione di De Lucia quanto all'interferenza del governo non è poi troppo lontana da quella del Sindaco: la mancata bonifica è usata come scusa per mettere le mani sull'urbanistica della città, di competenza del Comune. Queste resistenze, sebbene autorevoli, purtroppo o per fortuna, non sembrano per il momento aver fermato il premier Renzi. Staremo però a vedere, perché se c'è una cosa la storia di Bagnoli ha  insegnato ai napoletani è che, lì, non è mai detta l'ultima parola.