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Quando il 13 porta male

Scritto da Tania Fedeli Il . Inserito in Vac 'e Press

Moses and Aaron2

“Moses und Aron” è un'opera composta dal musicista viennese Arnold Schönberg. Si dice che Schönberg soffrisse di triscaidecafobia e per questa motivazione non scrisse il titolo dell'opera in maniera corretta, altrimenti avrebbe formato una frase di 13 lettere.

Ognuno di noi ha qualche piccola fobia, questo nessuno può negarlo, ma se qualcuno al supermercato, mentre il cassiere dice: “Sono 13 euro e 13 centesimi” rispondesse: “ No scusi, sa io soffro di triscaidecafobia” e il cassiere incredulo rispondesse: “Ma come si permette di uscire di casa, non pensa di poter contagiare tutti, se ne vada e torni quando è guarito”. Non sapendo cosa fosse, anche io lo avrei guardato male e mi sarei allontanata il più velocemente possibile, pensando a come si era permesso di uscire di casa, potendo contagiare tutti con questa malattia. Purtroppo io so cosa significa, anche se non ho mai capito da cosa derivi questa fobia, le origini sono incerte una delle più accreditate riguarda l'ultima cena descritta nei Vangeli, la sera in cui Giuda tradì Gesù per trenta denari. Da duemila anni questo povero 13 è divenuto il simbolo del gran tradimento, ed è strano a dirsi ma anche a Castellammare di Stabia il 13 ha portato male. Da quasi una settimana Castellammare non ha più un sindaco, perché 13 consiglieri comunali hanno firmato per sfiduciarlo
In tutta onestà non vorrei entrare nel merito del perché questi 13 hanno deciso di voler sfiduciare quest'amministrazione, molto probabilmente, invece, dovremmo porci la domanda se questa politica che ha deciso di far terminare il mandato del sindaco in largo anticipo abbia costruito una reale alternativa o se è la solita politica del “No”. Questo è l'annoso dilemma che dovranno affrontare tutti coloro che decideranno di candidarsi a sindaco. In realtà una vera alternativa in questi mesi non si è costruita affatto, tutte le forze politiche in campo erano troppo impegnate a parlar male del attuale amministrazione, condannando i consiglieri comunali che continuavano a sostenere il sindaco, ma di proposte concrete, a ben vedere, neanche l'ombra. In questi casi si accampano scuse, e a Castellammare se ne sono accampate tante.
E' doveroso fare un passo indietro e ricordare a tutti che da aprile la sezione del Partito Democratico di Castellammare, sezione di cui fa parte anche l'ex sindaco, non ha più un segretario, anche lui è stato sfiduciato. Fu tacciato di evanescenza politica e mandato a casa, non sapeva gestire la faccenda politica in maniera adeguata a i tempi difficili in cui Castellammare versava e il partito sperava che con la sfiducia del segretario, il sindaco avrebbe dialogato finalmente con il suo partito d'appartenenza. Al posto dell'evanescente segretario arrivò, come commissario, il segretario provinciale Venanzio Carpentieri. Si sperava che con tale arrivo almeno il partito riuscisse a ritrovare la strada maestra; ma niente questa volta la battaglia di Roncisvalle era persa. Carpentieri a Castellammare non è riuscito né a trovare l'Olifante né a brandire la Durlindana, anzi è sembrato più un Astolfo alla ricerca del senno, per non dire senso, del Partito Democratico stabiese.
Il sindaco è andato per la sua strada e il partito per la propria, due strade diverse, ostili oserei dire, ma se il sindaco dal canto suo aveva una sua autonomia sancita dalla legge, il partito nel frattempo cosa ha prodotto come alternativa?
Lasciare Castellammare senza sindaco in questo momento storico difficile non è una mossa strategica vincente, anche perché tra i 13 firmatari, 4 sono del Partito Democratico. Quale credibilità ha oggi il partito agli occhi della città che si è rassegnata ad uno stato di stallo permanente. Lo stesso partito che dà un sindaco alla città, può avere il potere di delegittimarlo e pensare di avere ancora credito? Credo che qualcuno sia convinto di si, avendo in tasca più tessere di qualcun altro e già pensa che potrà essere il nuovo sindaco, perché ha al suo seguito balene e cammelli.
Questa volta Castellammare meriterebbe di più, questa città ha bisogno di proposte concrete che le tessere di un partito certamente non possono dare, ha bisogno di ritrovare una speranza, ha bisogno di risorgere dalle ceneri, come recita il suo motto. A questa città verrà data una possibilità di riscatto solo se si prenderà coscienza che qualcuno deve farsi da parte e lasciare spazio a chi forse tessere non ne ha sufficienza, ma che cerca soluzioni concrete e fattibili, e che non dia speranza solo durante la campagna elettorale.
Inizia una nuova era per la città, una nuova campagna elettorale che potrebbe realmente dare quella speranza concreta che serve, spero che qualcuno o più di uno abbia cominciato a lavorare in questa direzione, qualcuno che non abbia bisogno di conferenze stampa o di gridare ma che abbia osservato in silenzio pronto al richiamo di quel Post fata resurgo, perché ora è il tempo dell'agire ma soprattutto del fare, senza accampare più scuse, perché né la città né il partito possono più aspettare.
Sperando che questa volta il 13 per Castellammare sia sinonimo di una vincita alla vecchia “Sisal”.