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Per rompere l'isolamento, Ottaviano ascolti i suoi giovani

Scritto da Andrea Pomella Il . Inserito in Il Palazzo

La provincia di Napoli è un insieme di realtà complicate e diverse le cui specificità non sono sempre facili da cogliere, ogni realtà presenta problematiche peculiari che vanno affrontante singolarmente, senza commettere l’errore di voler trovare un’unica chiave interpretativa con cui provare a comprenderle. Il comune di Ottaviano non è un’eccezione alla complessità sistemica che caratterizza la nostra provincia, è una realtà molto diversa dalle altre, caratterizzata da un forte isolamento rispetto al resto dei comuni della conurbazione che si sviluppa intorno alla città di Napoli. Una caratteristica fondamentale delle conurbazioni è la continuità territoriale; la difficoltà di distinguere dove inizi un comune e dove finisca un altro, è un’esperienza tipica di chi si trova a spostarsi attraverso la nostra provincia, il cui sviluppo disordinato e non pianificato ha formato un’area contigua ma decisamente poco uniforme e male collegata dai trasporti, particolarità di cui soffre particolarmente il comune di Ottaviano che, in questo senso, rappresenta una sorta di discontinuità territoriale, sia per le caratteristiche morfologiche sia perchè risulta essere isolato a causa di gravi difficoltà infrastrutturali. I disservizi che continuamente funestano la Circumvesuviana, i cantieri mai chiusi delle statale 268, tristemente conosciuta come una delle strade più pericolose d’Italia, fanno di Ottaviano una cittadina che con molta difficoltà prova a rompere l’isolamento in cui si trova. Parlando con Angela Pascale, una giovane impegnata sul territorio, si percepisce chiaramente che il tema dell’isolamento non è solo un problema di trasporti, ma lo è a più livelli, una questione da prendere molto seriamente. Dopo le dimissioni del sindaco Mario Iervolino che ha deciso di presentarsi alle prossime elezioni politiche, ad Ottaviano è tempo di bilanci. Quello che traspare dalle parole di Angela è il desiderio che il PD, il partito che ha espresso il sindaco, provi a capire perché le criticità che affliggono la città non hanno trovato una risposta e la necessità che sia capace di intercettare il sentimento di malumore che serpeggia in città. Uno scenario cittadino che non offre prospettive per i giovani, che si distingue per una scarsa offerta culturale e d’intrattenimento, ma quello che sembra essere il problema maggiore è che la città non riesce a fare sentire la sua voce, e che a livello provinciale e regionale ci sia una certa ritrosia ad ascoltare le istanze che provengono da Ottaviano, cosa che, naturalmente, ha ripercussioni anche su quello che riguarda l’amministrazione cittadina. Parliamo, quindi, di responsabilità cittadine e regionali che assieme condannano Ottaviano all’isolamento e alla marginalità. In prospettiva delle prossime elezioni comunali al PD, che ha bisogno di ritrovarsi dopo una lunga esperienza di governo, viene chiesto un cambiamento di passo anche in termini di comunicazione, e in questo senso i giovani del comune vesuviano possono rappresentare una risorsa effettiva. Ottaviano è un paese che soffre una condizione di subalternità, che paga la condizione di essere la provincia più profonda, in quanto collocato in un contesto che lo condanna all’isolamento. L’istituzione dell’Area metropolitana, ci spiega Angela, è vista come un’opportunità da cogliere, ma il rischio di diventare “la provincia della provincia” è molto sentito. Ottaviano vuole far sentire la sua voce, vuole provare a diventare protagonista, ma affinchè ciò avvenga, è necessario che si dia forza a chi vuole farsi interprete del cambiamento, un compito difficile e i giovani di Ottaviano non possono essere lasciati soli.