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RCA: pagare meno, assicurare tutti!

Scritto da Francesco Garzillo Il . Inserito in Vac 'e Press

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Ormai,è questione di giorni e, il disegno di legge sulla concorrenza passerà all’esame del Senato.
Tutti sanno che la grande e rivoluzionaria novità del ddl sulla concorrenza riguarda soprattutto la Rca che, attraverso il comma 2 dell'articolo 6-bis del ddl , impone il riequilibrio della tariffa per gli automobilisti virtuosi ed in particolare per i virtuosi tartassati del sud dove inspiegabilmente ancora oggi sono discriminati, a parità dei parametri oggettivi e soggettivi dei virtuosi di altre zone d’Italia,tranne uno: la residenza , questa non è discriminazione? Anzi, in situazioni difficili non causare danni, dovrebbe comportare un premio!

Da tempo per la rca questo status quo non regge più e le compagnie di assicurazioni ,invece di proporre alternative, lavorano al mantenimento della loro reddittività, cercando di dividere il fronte pro tariffa Italia costruito alla Camera in due anni da volenterosi e determinati parlamentari che hanno colto l’importanza sociale e di spesa per il cittadino automunito.
E’ noto a tutti che in Italia si riesce a guadagnare molto bene con la rca mentre in Francia, Germania, Gran Bretagna, Spagna, responsabilmente applicano il principio della mutualità con rigoroso equilibrio, rendendo, in effetti un servizio alla risoluzione del problema sociale per cui è nata l’obbligatorietà di assicurare un veicolo : la certezza del risarcimento del terzo. Infatti i loro conti sono poco meno che sotto al pareggio ,riuscendo finanche a far pagare agli assicurati un premio medio decisamente inferiore e di molto al premio medio che pagano gli italiani. In questi paesi le compagnie di assicurazioni guadagnano sugli altri rami.In Italia le compagnie di assicurazioni puntano a guadagnare soprattutto nel settore Rca, complici i nostri governanti indolenti e inerti alle lamentele di un paese ,lasciando che le compagnie di assicurazioni facessero i loro affari, imponendo le loro interpretazioni alle regole e, soprattutto le loro altissime tariffe per i sottoscrittori di polizze rca.Le compagnie di assicurazione e l’assenza della Politica hanno generato un altro problema sociale i veicoli non assicurati.
Le auto senza copertura assicurativa in Italia sono circa il 10% del patrimonio auto circolante,mentre nei paesi succitati sono dallo 0,3% al circa 2,5%, si può parafrasare un vecchio slogan: pagare meno,assicurare tutti. Tra l’altro nell’ultimo rapporto dell’ania luglio 2015, il Presidente dell’Ania, Minucci faceva un clamoroso autogoal affermando: quasi 4 milioni i veicoli «fantasma», senza assicurazione Rc auto, 13,5% al Sud, 8,5% al Centro 6,2% al Nord. La nostra conclusione è :evidentemente i prezzi sono alti per tutti e la percentuale di evasione rca è proporzionale al PIL territoriale di appartenenza ,pertanto le tariffe alte sono un problema nazionale.
Si teme che la potentissima lobby dell’Ania attraverso suoi riferimenti in Senato col pretesto di arricchire il testo possa far slittare i tempi dovuti per l’approvazione finale del provvedimento previsto per la fine dell’anno ,cercando nel contempo di ottenere anche modifiche del comma 2 art.6 del ddl concorrenza. Il testo può essere certamente perfezionato (a legge approvata) ma senza modificare la direzione di sanare un’ingiustizia ed una discriminazione che va avanti da sempre nei confronti degli automobilisti virtuosi d’Italia e in particolare dei super tartassati virtuosi del Sud. Lo ha detto il d.g. di Bankitalia e presidente dell'Ivass, Salvatore Rossi, durante l'audizione alla Commissione Industria del Senato: "il fatto che un guidatore bravo e prudente, che non fa mai incidenti, che accetti di montare sul suo veicolo una scatola nera, paghi un premio assicurativo molto alto solo perché è residente in un'area che le compagnie considerano a forte rischio medio, anche a causa della presenza in quell'area di un'agguerrita minoranza di guidatori imprudenti e fraudolenti, può essere fondatamente percepito come ingiusto". Quindi cari Senatori votate in coscienza.