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Il futuro del Porto di Napoli discusso al seminario internazionale “Maritime identity and urban regeneration for sustainable development of seaside cities”

Scritto da Marcellino Vitolo Il . Inserito in Funiculì, funicolà

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Cinque progetti, cinque strategie, cinque idee. Questo è il frutto del laboratorio di urbanistica collaborativa lanciata dal CNR-IRISS, insieme agli architetti e agli psicologi della Federico II, per riqualificare e restituire, ai cittadini, l’uso degli spazi pubblici del waterfront del golfo di Napoli. I cinque progetti di riqualificazione urbana hanno interessato le seguenti aree: il Molo San Vincenzo, il litorale di Castellamare di Stabia, l’isola di Nisida, il Granatello di Portici ed il golfo di Pozzuoli.

Interventi infrastrutturali e sociali atti a promuovere lo sviluppo, dell’intera costa metropolitana, mediante processi di collaborazione e confronto tra istituzioni, comunità e stakeholders. L’iniziativa, che s’inserisce nell’evento Napoli 2020. Visioni metropolitane tra memoria e innovazione, nasce lo scorso anno con “Maritime identity and urban regeneration for sustainable development of seaside cities”, “officina”, più che laboratorio, di urbanistica interdisciplinare promosso dall’Università degli studi di Napoli e dal Consiglio Nazionale delle Ricerche, coordinato dal professore Massimo Clemente, professore della Federico II, nonché dirigente di ricerca del CNR, insieme ai colleghi architetti e agli psicologi di comunità, della già citata università, guidati dalla docente Caterina Arcidiacono. Il workshop ha coinvolto per una settimana una quarantina di architetti, ingegneri e psicologi della regione, laureandi e dottorandi, divisi in cinque gruppi che si sono confrontati con una cinquantina di Visiting Referees tra professionisti, docenti universitari, amministratori ed operatori portuali. Questa è una breve descrizione dei progetti:
Castellammare di Stabia
Il progetto prevede la riqualificazione di un chilometro e mezzo di litorale per eliminare dall'isolamento i quartieri interni, ispirandosi alla programmazione stagionale degli eventi del Chelsea Pier di New York dedicati allo sport e al tempo libero. Prevede, inoltre, la bonifica di capannoni dismessi, passeggiate pedonali e trasformazione in parco urbano dell'area ex Avis.
Granatello di Portici
Il progetto si chiama Infracqua e consiste nella riqualificazione del porticciolo, vissuto dalla comunità cittadina nonostante lo stato di degrado, con una passerella che sorvola gli scogli per rendere vivibile la “piazza Antonio e Antonio”. La passerella permetterebbe di unificare e connettere le attività già presenti sul territorio così da costituire uno spazio aperto, senza sbarramenti infrastrutturali, naturali e sociali.
Molo San Vincenzo
La proposta progettuale prevede l'apertura al pubblico del Molo coinvolgendo i suoi unici residenti: la Marina militare. L’ “emancipazione” del molo ad uso della comunità consisterebbe in iniziative promosse in primo luogo dal corpo militare, da chi c'è già e rappresenta una memoria storica del molo. È l'idea alla base di Friends of molo San Vincenzo, associazione nata qualche mese fa e promossa da Clemente del CNR, Università e Propeller Club di Napoli che da tempo è attivo per realizzare, fra le altre cose, un museo del mare.
Golfo di Pozzuoli
Flegrea.(net) è un progetto di rigenerazione urbana ideato per restituire nuova vita all’intera area flegrea. Esso affronta una serie di questioni e criticità rilevate dalla popolazione residente, dalle amministrazioni locali e dalle istituzioni. Lo studio, che si inserisce in un’ottica di area vasta, pone molta attenzione a tre grandi temi: sviluppo e potenziamento del sistema infrastrutturale, focalizzando sull’obiettivo dello sviluppo del trasporto marittimo e ferroviario, cercando di ridurre quello su gomma; valorizzazione del patrimonio archeologico ed architettonico dismesso, mediante azioni di tutela per quello archeologico e di recupero per quello architettonico ed, in generale, tramite la realizzazione di centri di sviluppo e ricerca scientifica a sostegno delle realtà esistenti, come i laboratori CNR nei pressi dell’ex stabilimento Olivetti, lo stabilimento industriale all’avanguardia di fibra ottica e cavi Prysman, i Cantieri Navali di Baia, il castello ed il parco sommerso di Baia ed Il rione Terra; individuazione di nodi d’interscambio tra le reti infrastrutturali associando quest’ultime a centri per l’attività di sostegno ed aiuto alla collettività. Le azioni individuate hanno lo scopo di mettere in rete le potenzialità del territorio che, in sintonia con le visioni ed il significato di “Città Metropolitana”, potranno costituire un volano per una rigenerazione sociale, culturale ed economica dell’intera fascia costiera del golfo di Pozzuoli. 

Nisida
Sfida ardua, ma non impossibile, che nasce da piccole iniziative: sfruttare l'associazionismo per realizzare orti gestiti dai detenuti, con l'istmo trasformato in zona a traffico limitato, dal lido Pola all'ingresso del carcere. Non ha ambizioni di lungo data, ma la semplicità di iniziative sociali che coinvolgono attivamente il territorio.
“Processi di riqualificazione del territorio piuttosto che progetti ben disegnati e mai realizzati, cresciuti e costruiti dal basso e mai calati dall’alto”, questa è la definizione che l’intera macchina organizzativa ha dato all’iniziativa appena conclusa. Difatti, i cinque progetti urbanistici sono nati con lo scopo di far riappropriare gli spazi costieri agli abitanti, sentendosi partecipi e sinergici con le esigenze tecniche delle amministrazioni, puntando ad una pianificazione partecipata, in opposizione alla vecchia e fallimentare pianificazione individualista.