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Giovani democratici e giovani musulmani, l'incontro a Massa Carrara

Scritto da Mariano Paolozzi Il . Inserito in Vac 'e Press

incontro

I Giovani Democratici di Massa Carrara hanno incontrato i giovani musulmani della comunità islamica della città presso la moschea di Carrara alla presenza dell'Imam, Youssef Sbai. Un gesto, mi sembra, di grande importanza in questo momento drammatico della politica mondiale.

Questo gesto ci deve far riflettere sul ruolo che forse i Giovani Democratici dovranno e potranno riconquistare in tempi di cosiddetta antipolitica (ricordo sempre che l’antipolitica è una forma becera di fare politica). Riconquistare quella dimensione globale dell’impegno e della lotta politica che si nutrono di grandi ideali, di analisi e riflessioni che vanno oltre la pura amministrazione (importante, ma non unica forma della politica) e che, soprattutto, ci lascino andare oltre i ristretti confini di una città o di una nazione.
Il segretario provinciale dei GD di Massa Carrara, Mario Taurino, così riassume l’esito dell’incontro con i giovani musulmani: “E’ stato un momento fondamentale per comprendere a fondo quanto sta avvenendo, mettendo insieme punti di vista molto diversi tra loro. Isis non è islam e, anzi, la paura e la psicosi che stanno investendo un intero mondo le debelliamo se combattiamo l'ignoranza su cui in troppi giocano per spaventarci.” Ecco mettere insieme punti di vista diversi, comprendere le passioni e i sentimenti che agitano i giovani di tutto il mondo. E’ questo il compito fondamentale della politica e non quello occuparsi sempre e soltanto di scontrini falsificati da amministratori, di pullman fatiscenti o di statuti da modificare.
Nel silenzio assoluto si ripropone la questione dell’epidemia di AIDS fra le giovani generazioni: anche questo un problema globale che in Italia sta raggiungendo livelli di guardia. I Gd di Napoli, con l’impegno di Francesca Scarpato, hanno organizzato una campagna sulla prevenzione di questa, che è la malattia del secolo. Un’altra si potrebbe organizzare sullo scottante tema delle vaccinazioni, che una cattiva e opportunistica informazione in una sorta di campagna per il ritorno al medioevo ha messo in discussione. Rischiando di fare migliaia di vittime.
Ecco sembrano temi diversi fra loro, ma hanno in comune l’idea di ricollocare i grandi problemi, quelli autentici, veri, sentiti, al centro del dibattito politico. La politica non deve essere, come fu per i nostri padri, onnicomprensiva. Non è del tutto vero, come si diceva nel ’68, che il privato è pubblico e il pubblico è privato. Ma nemmeno è possibile pensare che ogni individuo sia una monade, senza porte e finestre. L’individuo è sempre, per sua stessa natura, un individuo sociale, un uomo politico, come diceva Aristotele. La politica dunque si riappropri del suo ruolo senza invadere la vita privata dei cittadini ma occupandosi dei problemi veri e reali di tutti.