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Se la capitale d'Europa vive nella paura e nell'incertezza

Il . Inserito in Vac 'e Press

bruxelles

Bruxelles, la capitale d'Europa, è diventata da alcuni giorni la capitale della paura. Quando venerdì sera il governo ha decretato il massimo stato di allerta, ha inviato l'esercito a pattugliare le strade, ha fatto annullare concerti ed eventi sportivi e chiuso le metropolitane la città è andata in panico.

Sabato con degli amici venuti a trovarci da Napoli abbiamo sfidato il 'coprifuoco' e siamo andati nel popolare quartiere dei Marolles. Le strade che normalmente nel fine settimana sono piene di gente che passeggia, che affolla i bar per bere una birra e mangiare qualcosa erano deserte. In uno dei nostri locali preferiti, dove c'è sempre la musica dal vivo e si fatica a trovare un posto a sedere, in tutto c'erano una decina di persone. Per il lunedì mattina è stato deciso di chiudere anche le scuole e le università. Molti uffici sono rimasti chiusi e in quelli in cui si lavorava regolarmente, compresa la Commissione europea, tantissimi hanno preso un giorno libero. La gente aveva paura di uscire, una paura irrazionale forse ma comprensibile. Se lo Stato arriva a chiudere le scuole per il rischio che possa essere fatto qualcosa di male ai bambini vuol dire che c'è davvero da avere paura. Da mercoledì con la riapertura delle scuole e delle metropolitane, ma solo fino alle 10 di sera, la città ha cominciato a tornare lentamente alla normalità, anche se le misure di sicurezza sono ancora elevate. I militari son dappertutto e anche il palazzo in cui lavoro è presidiato ad esempio da guardie al cancello che controllano i documenti a tutti. Nei vagoni dei treni e nei bus si notano tanti occhi guardinghi quando sale qualcuno che può risultare 'sospetto', semplicemente perché arabo magari. L'allerta non è stata abbassata e anzi si è addirittura deciso di fare giocare Bruges-Napoli, così come altre partite dei campionati europei, non solo nella capitale, a porte chiuse. Altro segnale non certo rassicurante. Lunedì prossimo sembra che il livello di allarma verrà abbassata ma ancora non si capisce il perché. Da venerdì non è cambiato nulla.
Ventuno persone sono state arrestate, ma diciassette di queste sono state rilasciate dopo poche ore e al momento non è stata sequestrata nemmeno un'arma da fuoco, neanche un mortaretto. Il ministro degli Esteri ha rilasciato un'intervista affermando che in città ci sarebbero ancora 10 uomini armati pronti a colpire. Dopo poche ora ha provato a correggere il tiro, affermando che potrebbero essere di meno ma non ha smentito. La speranza più che vengano catturati è che non sia vero. Sì perché quello che spaventa veramente, anche chi non ha voluto farsi prendere dal panico per le minacce terroristiche, è il modo in cui le sta affrontando il governo con queste misure mai viste prima d'ora in Europa, almeno a mia memoria, e che non si capisce se siano state giustificate o meno. Se sono servite a salvare delle vite umane sono state giustissime, sia chiaro, ma se non lo sono state qualcuno dovrà renderne conto perché non si può gettare nel panico una città in questo modo. Dopo giorni di coprifuoco non sono stati arrestati dei terroristi, non sono state trovate delle armi, Salah Abdeslam è sempre latitante, un ministro parla di uomini armati e intenzionati a colpire, ma le misure di sicurezza dovrebbero essere abbassate a breve. Ma allora o erano esagerate sin dall'inizio o non si capisce perché si dovrebbero sospendere visto che chiaramente il rischio dovrebbe essere ancora in corso. Il tempo solo lo dirà e a noi che viviamo a Bruxelles non resta che fidarci e continuare a vivere normalmente. E le partite di calcio ce le vediamo in tv. O almeno al pub.