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Presidenti di Municipalità in fuga

Scritto da Mario Bianchi Il . Inserito in Succede a Napoli

Primarie municipalità

Con l’approssimarsi delle prossime elezioni comunali, a quanto si legge nell’articolo di Luigi Spera, tutti i presidenti delle municipalità sembrano voler scappare, nessuno ha voglia di ricandidarsi.

Questo significa che le municipalità non sono più viste come una istituzione utile? Che il decentramento è fallito? Non vi è alcun dubbio che sia così, e più volte io stesso l’ho sostenuto anche dalle pagine dei giornali. Tuttavia non credo che questa esperienza vada smantellata. Provo a dire il perché.
Le municipalità nacquero come organismo di prossimità, cioè come un'istituzione più vicina ai cittadini. E di fatto lo sono, così sono state percepite e ai cittadini hanno dato anche risposte. Sarebbe ingiusto dire il contrario. Il problema è che hanno dato però risposte parziali. I motivi sono innanzitutto che i poteri ad esse delegate sono incompleti e contraddittori, più volte lo si è ricordato: manca una vera autonomia di bilancio, alcune deleghe sono incomplete o inesistenti, si pensi alla raccolta rifiuti ma anche alla stessa manutenzione delle strade. In più risulta che, attualmente, costano più di quello che possono produrre.
Questo però non dimostra la loro inutilità ma la necessità di non buttar via, come si dice , il bambino con l’acqua sporca. Nonostante i loro limiti i consiglieri di municipalità cercano di inseguire i piccoli problemi del territorio, rimangono ancora il tramite delle richieste dei cittadini. Il cittadino li conosce e li riconosce e a loro si rivolge. Sono quindi una risorsa, seppure spesso più potenziale che reale.
Leggiamo anche per questa istituzione di vari riposizionamenti politici, chi da Sel passa col PD, chi da IDV passa con De Magistrs, questioni che poco interessano ai cittadini eppure di questo molto si parla in queste ore. Al contrario nelle Municipalità poco dovrebbero contare le appartenenze politiche: rifare una strada, manutenere una fogna, arredare una piazza non è né di sinistra né di destra.
Ma anche in queste cose pesa purtroppo la loro poca autonomia in quanto discutere di programmi e del fare concreto non è pensabile vista la stretta dipendenza decisionale che le municipalità stesse hanno con il governo centrale della città, e da cui deriva la dipendenza dall'appartenenza alle varie forze politiche.
Da qui scaturisce la probabile fuga degli attuali presidenti, un segno di debolezza da parte di chi antepone la propria carriera politica a un'idea e a una visione della città e del ruolo delle municipalità.
Per questo in futuro sarebbe giusto fare nelle municipalità delle primarie aperte, in cui il candidato a Presidente si proponga con la sua idea di amministrazione e la sua visione del decentramento e chieda su questo il consenso e su questo faccia la propria battaglia, insomma: parlar chiaro, denunciare i limiti e proporre i rimedi.