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Pass dopo pass arriva…SuperBass!

Scritto da Francesco Garzillo Il . Inserito in A gamba tesa

superpass

Passo dopo passo da Afragola ai Quartieri Spagnoli a Posillipo attraverso il carrier del grande talento politico di un vero gigante il compianto Ingrao. Bassolino è stato abile a ricavarsi uno spazio nell’allora Pci stando al  fianco dei più deboli, eccellente chiave per costruire la sua carriera politica viveva con pochi soldi e senza risultati fino al 1991 era in definitiva un funzionario povero di partito, senza arte ne parte.

Quando botteghe oscure di nome e, di fatto, per toglierselo dai piedi perché inutile, lo rimanda a Napoli da commissario della federazione napoletana del Pds, fanno la sua fortuna.Attraverso incroci stellari pozioni magiche e altro rimane successivamente l’unico candidato da contrapporre alla fascistissima Alessandra solo tanto comica, ma che di terribile aveva solo il cognome Mussolini passepartout per tanti nostalgici. Col fido autista Marino quasi suo sosia, solo un po’ più giovane, e con una vecchia alfetta blindata di color “testa di moro”, inizia a tessere, tessere, tessere come Penelope e in caso di fallimento tesse anche la ritirata in un porto sicuro in quanto s’era immolato a ostacolare il pericolo fascista che allegramente marciava su Napoli al grido rivisto e corretto di Ale Ale Alessandra invece di ela ela alalaa’. A Napoli  c’e’un detto: "O cafone tene ‘a scarpa doppia e a cerevella fine".Napoli antifascista delle quattro giornate lo elegge Sindaco contro la famigerata: ”Banda dei quattro Gava, Pomicino, Di Donato, De Lorenzo” slogan della sua battaglia elettorale per la presa di San Jacques (fa più guerrigliero rispetto al più quieto San Giacomo), affinché lui potesse governare e costruire la sua Banda che ha portato, perfezionandola nel tempo, in tournee fino al 2010. Non si mai preoccupato (per incapacità?), di ricercare e dettare le linee guida per  Napoli e la Campania atte a una normalizzazione, risoluzione e gestione delle problematiche territoriali di natura amministrativa, come qualsiasi altra regione italiana o europea, ciò è innegabile!Come è innegabile che si è tenuta stretta stretta “La Poltrona”con tanti compromessi, che alla luce dei problemi irrisolti e anche di  nuovi generati, sembra non andassero nell’interesse generale della popolazione campana, ma solo e sempre a mantenere il cosiddetto equilibrio politico. Ma purtroppo per lui dopo il sacrificio di governare per 20 anni c è stato un prezzo da pagare: non poteva  abitare nella sua amata San Giovanni  gli è stato solo concesso di sposarsi in seconde nozze, ma nella lontana Posillipo dove per lui tristemente, non c’erano operai da difendere, quella è stata ed è la pena che sta scontando ancora, forse è a vita praticamente si sta sacrificando in una condizione di isolamento, ogni tanto lo si vede in qualche quartiere a vocazione proletaria e lui finalmente si ossigena rinvigorisce, ma dura poco perché è costretto poi al suo esilio Posillipino a godersi la sua collezione di operucce di arte moderna, che  ogni tanto lascia per un salto a Londra, sulle Dolomiti, buon retiro Toscano, Cilento dove continua la tortura di un vecchio e indomito Ingraiano (speriamo che non si rivolti nella tomba).E’ stato Comandante in capo per circa 20 anni avendo vergognosamente durante la sindacatura fatto un passaggio anche come ministro, udite udite: Ministro del Lavoro, ma vista la mala parata, da cerevella fine, dopo qualche mese si dimette. Si èsempre vestito come difensore dei deboli e adesso ritiene purtroppo ancora una volta di dover correre in soccorso di Napoli e del PD in cuor suo spera che non sia mai l’ultima volta, il ruolo di Nembo Kid  Napoletano gli piace troppo. E’stato l’uomo politico più influente della Campania non donando mai il suo “immenso talento” ma esibendosi solo in una meschina gestione ordinaria dell’amministrazione presiedute, che hanno generato tanti problemi, oltre  ad una scientifica distribuzione degli incarichi di governo amministrativo e senza che essi producessero classe dirigente, preoccupandosi  ancorché di  soffocare chi  potesse oscurare la sua immagine, infatti,  lottò per la sua successione a Sindaco, la Mite Rosa Russo Jervolino.Ma proprio il suo spiccato narcisismo, per quanto tra l’altro bruttarello, lo ha affossato. I polloni poi gli si sono rivoltati contro, e ancora a oggi ancora  nessuno dei  suoi discepoli  si dichiara pubblicamente per la sua candidatura, attendono San Matteo, che rivoluzionari (Ingrao se la ride)! Paura eh,che Matteo non li ricandidi più?