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Portici e l'imprenditoria giovanile

Scritto da Francesca Scarpato Il . Inserito in Succede a Napoli

Se un bel po’ di anni fa, chiedevate ad Auro Monti (giovane 28enne Porticese), cosa avrebbe voluto fare “da grande”, quasi sicuramente vi avrebbe risposto: vendere panini alle Canarie. Ecco, oggi, quel sogno un po’ assurdo e un po’ infantile, Auro, in parte, lo ha realizzato, trovando le sue Canarie in via Università 119 e precisamente nell“Arcades”. Anche se nulla, o quasi, di quanto realizzato, è stato ottenuto con semplicità e questo perché, per dirlo alla maniera di Cormac McCarthy, il nostro non è un paese per giovani!
Consapevole sin da bambino di non avere una particolare propensione per lo studio, il nostro imprenditore decide presto di confrontarsi col mondo del lavoro. La sua voglia di indipendenza, unita all’impellente necessità di non gravare sulle tasche dei genitori, lo portano ad iniziare a svolgere le più svariate mansioni (dal garzone del salumiere al meccanico) avendo però sempre in animo di realizzare qualcosa di più nella sua vita. Di qui l’idea del locale e così dopo un anno di progetti e di ricerca fondi, iniziano i lavori. Inutile dire che i tempi lunghi e le difficoltà insormontabili, lo portano ad accantonare immediatamente la possibilità di usufruire delle agevolazioni finanziarie previste per i giovani dalla legge 95/95 e tra giorni in cui si aveva l’impressione di fare qualche passo avanti e giorni di sconforto in cui invece si facevano solo passi indietro, alla fine, con molti sacrifici, l’Arcades aprì.
Ora verrebbe quasi automatico pensare e sperare che in tutto questo l’amministrazione locale, trovasse il modo di venire incontro ad un giovane così intraprendente, ed invece a sentire lo stesso Auro: pare che operi apposta per creare ostacoli.
In primis le tariffe per l’occupazione di suolo pubblico sono a dir poco vertiginose. Nonostante il posto sia in una zona un po’ più periferica della città, esse hanno lo stesso costo di quelle previste per un locale ubicato nel centro storico napoletano, rendendo di fatto impossibile, per un’attività appena nata, ancora alle prese con un bilancio in rosso, potere usufruire di un tale servizio.
In secondo luogo le aree di parcheggio. Fino a poco tempo prima dell’apertura era possibile lasciare la propria vettura nello slargo all’ingresso dell’università agraria e invece, ad oggi, è vietato con una rara eccezione prevista per il tempo della messa domenicale, determinando così un danno economico non indifferente, dal momento che le difficoltà di raggiungimento del posto, lo rendono pressoché impraticabile.
Inoltre, nonostante i progetti esistenti, non molto si muove per una riqualificazione effettiva delle zona che risulta a dir poco morta. Basti pensare che i residenti di Via Università, hanno ribattezzato l’Arcades come: “Oasi nel deserto”.
Tutto questo sta a dimostrazione del fatto che anche le amministrazioni più efficienti e vicine ai cittadini ancora molto devono fare per riuscire ad essere attente alle reali esigenze dei giovani e per determinare migliori condizioni di lavoro, soprattutto se si vuole evitare una migrazione di risorse umane dal proprio territorio.
Eppure la tenacia di Auro ci fa ben sperare nel fatto che questa generazione è una generazione che non si arrende e che lotta ogni giorno tra ingiustizie, camorra, tasse e debiti pur di non perdere. Auro ce la farà semplicemente perché ce la vuole fare e perché in fondo nella vita (come ci ricorda il nostro giovane porticese) se lotti puoi anche perdere ma se non lotti hai già perso…e poi ti trovi a pensare alle Canarie!