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Nel 2016 un sindaco da scudetto

Scritto da Giuseppe Pedersoli Il . Inserito in A gamba tesa

de magistris napoli

Un calcione alla scaramanzia: scudetto, primarie, sindaco. Se la prima è una parola impronunciabile per i napoletani che tifano Napoli (non trattasi di tautologia: qualcuno nato qui è diversamente tifoso), le altre due sono argomento tabù per i partenopei che sostengono il Partito Democratico.

Il 2016 è un anno bisesto ma ci si augura non funesto o quanto meno non indigesto alla città più metropolitana di tutte. Un milione scarso di abitanti per chi risiede nell’anagrafe gestita da Palazzo San Giacomo, circa tre milioni per chi è targato NA anche se nel proprio codice fiscale non legge F839. Una platea immensa di cittadini confida nel futuro sindaco di Napoli, a capo anche del nuovo ente che ha sostituito la provincia. Perché l’accostamento al triangolo verde bianco e rosso? Perché ci sono tutte le potenzialità per vincere la competizione elettorale, le stesse (almeno a mio sommesso avviso) che la squadra di mister Maurizio Sarri ha di arrivare prima ma…come accade nel mondo del pallone, occorrono coraggio e un pizzico di fortuna. Il 15 maggio, con Napoli - Frosinone, si chiuderà il campionato e sempre in quel periodo i napoletani saranno chiamati a scegliere il loro primo cittadino. Destini forse paralleli che transitano per il crocevia delle primarie. Bassolino, sì, Bassolino no, candidato unitario chissà, borghesia & intellighentia della città si vedono puntare contro l’indice dagli editorialisti. I colletti bianchi sono accusati di non voler scendere in campo. Citando il buon Antonio da Afragola, il “nonsipuotismo” è ritornato di moda. Eppure, da Frattamaggiore, Lorenzo Insigne sta dimostrando che si può essere profeti anche in patria (non mi si accusi di un approccio “frattesecentrico” alla politica, per favore). Quale che sarà lo scenario, ci sono tutte le condizioni per mostrare un volto nuovo del Pd, almeno in Campania. E’ la squadra ad esaltare il singolo. Se il collettivo è unito, il candidato a sindaco può farcela. Prima di settembre, Gonzalo Higuaìn sembrava caduto in disgrazia a causa di un rigore sbagliato contro la Lazio. Oggi, a detta di (quasi tutti), è il miglior centravanti del mondo. Renzi come Sarri, deve motivare lo spogliatoio. E qui mi fermo con i riferimenti calcistici. La città (metropolitana) di Napoli non può più aspettare. Cinque anni di esperienza arancione hanno consentito al centro sinistra di rifiatare ai box, Luigi de Magistris si è soltanto furbescamente infilato nel vuoto creato dal caos Ranieri-Cozzolino-Morcone cinque anni or sono. Confidando in Giambattista Vico, a questa lunghissima crisi planetaria deve far seguito una ripresa. Da millenni i corsi e ricorsi ci danno speranza. Virgilio cercasi,  ci occorre una guida che ci porti all’uscita dal tunnel. Non si perseveri nell’errore. Uniti si può vincere, anche in un anno bisestile.