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Il PD, il masterplan ed i primi provvedimenti per il Sud Italia

Scritto da Riccardo Barone Il . Inserito in Il Palazzo

stabilità legge sud

Il 28 dicembre scorso il governo italiano, a trazione PD, ha scoperto il mezzogiorno! Confesso che quando il Governo, ad ottobre, ha presentato la legge di stabilità, senza alcuna misura specifica per il Mezzogiorno, mi sono venuti molti dubbi esistenziali: che fine avevano fatto le belle parole estive verso il Mezzogiorno? Mi ero sognato tutte le chiacchiere sul masterplan?

Invece al termine dei lavori parlamentare è venuta fuori una legge di stabilità che interviene sulle emergenze, che incentiva le imprese ed indirizza lo sviluppo del mezzogiorno, vediamo nel dettaglio i provvedimenti presi con la legge di stabilità 2016:

Emergenze affrontate
la nuova legge di stabilità si è accodata al decreto legge “Giubileo”, che ha stanziato 150 milioni di euro, e ha finanziato la bonifica della Terra dei Fuochi con un investimento di 150 milioni di euro per ciascuno degli anni 2016 e 2017, con questi due provvedimenti questo governo ha destinato un totale di 450 milioni per curare gli errori degli amministratori campani del passato. A questi fondi andrebbero aggiunte anche le misure per la bonifica del sito inquinato dell’ex area industriale “Isochimica” di Avellino e la garanzia statale ai finanziamenti che il commissario dell’Ilva di Taranto è autorizzato a contrarre, nel limite di 800 milioni, per l’attività di tutela ambientale e sanitaria.
Tornando alle emergenze Campane, questa legge di stabilità ha anche garantito ad EAV un altro anno di sospensione dalle azioni esecutive, consentendo alla principale società di trasporto della regione un altro anno di tempo per uscire dall’emergenza finanziaria in cui versa.

Sviluppo del mezzogiorno
La nuova legge ha Introdotto il credito d’imposta per l’acquisto di beni strumentali nuovi, destinati alle strutture produttive delle regioni del Mezzogiorno (Abruzzo, Basilicata, Calabria, Campania, Molise, Puglia, Sicilia e Sardegna), della durata di 4 anni, dal 1° gennaio 2016 fino al 31 dicembre 2019.
La misura dell’agevolazione è stata differenziata in relazione alle dimensioni aziendali (20 per cento per le piccole imprese, 15 per cento per le medie imprese, 10 per cento per le grandi imprese), ed oggi è possibile presentare al fisco progetti di agevolazione fiscale che abbiano un valore massimo di 1,5 milioni di euro per le piccole imprese, 5 milioni per le medie imprese e 15 milioni per le grandi imprese. Pe questa misura sono stati stanziati 617 milioni di euro per ogni anno dal 2016 al 2019.
Inoltre è stata introdotta, a favore delle piccole e medie imprese localizzate nelle regioni del Mezzogiorno, di cui sopra, una riserva fissa del 20 per cento delle risorse disponibili del Fondo di garanzia per le Pmi ed una previsione che impegna il ministero dello sviluppo economico a destinare al Mezzogiorno il 20% di tutti i propri progetti di finanziamento attivi (ad es. la nuova Sabatini).

Lavoro al Sud
Per continuare a sostenere la ripresa dell’occupazione, viene esteso alle assunzioni a tempo indeterminato del 2017 l’esonero contributivo – previsto per le assunzioni del 2016 per tutto il territorio nazionale – in favore dei datori di lavoro privati operanti nelle regioni Abruzzo, Molise, Campania, Basilicata, Sicilia, Puglia, Calabria e Sardegna e il piano di estensione dell’incentivo assicurerà una maggiorazione della percentuale di decontribuzione per le donne disoccupate da almeno 6 mesi.

La legge di stabilità è intervenuta anche nel rilancio degli investimenti nel settore aerospaziale nel Mezzogiorno ma, soprattutto, ha rivoluzionato il patto di stabilità interno eliminando le distorsioni che in questi anni hanno impedito ai comuni virtuosi di spendere soldi già in cassa.

È evidente che tutte queste misure non sono la panacea di tutti i mali, e che qualche scelta incomprensibile, come la destinazione dei fondi per zone franche urbane alle sole regioni non “obiettivo convergenza”, sia stata fatta ma, a mio avviso, oggi lo sviluppo del Mezzogiorno è interamente legato alla capacità di regioni e comuni meridionali di essere all’altezza delle nuove sfide economiche. Gianni Pittella, qualche giorno fa, ci ha raccontato che dal Mezzogiorno d’Italia non è arrivata neanche una richiesta di finanziamento alla banca europea degli investimenti che sta gestendo i fondi del “piano Juncker”, adesso non metto in dubbio che la Merkel sia cattiva ma, probabilmente, il sud deve cominciare a lavorare per risolvere al proprio interno le ragioni del suo ritardo e non deve perdere le opportunità create dal Governo nazionale e dall’Unione Europea!