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Napoli al voto: nessuna nostalgia per il passato

Scritto da Francesca Scarpato Il . Inserito in A gamba tesa

bassolino pd de magistris

Da svariati mesi ormai leggere i quotidiani locali è divenuto uno sport estremo per militanti dallo stomaco forte. Ovviamente sto parlando della cronaca politica e per la precisione di tutte le notizie che ineriscono la vita del Partito Democratico napoletano che si appresterebbe (almeno in teoria) ad affrontare, probabilmente, il più importante degli appuntamenti elettorali: le amministrative.

Ed infatti se il PD Napoli non lascia parlare di se per l'ennesimo battibecco (rigorosamente a suon di tweet) tra l'attuale sindaco De Magistris e il ri-nato (o mai morto, fate voi) Antonio Bassolino, lo fa per i continui rinvii dei vari appuntamenti (direzioni, assemblee, primarie stesse), lo fa per il "no" ricevuto dal tentato accordo con NCD (tentato da chi poi non si é ancora ben capito) oppure per i "no grazie" ricevuti, ora da questo ora da quel membro della cosiddetta "società civile" a cui si è chiesto (richiesta fatta da chi, anche qui, non si é ancora ben capito) di candidarsi a sindaco per la nostra coalizione; stiamo parlando di figure che, tra l'altro, ormai sono divenute quarte o quinte scelte che non solo ci dicono di "no" ma che probabilmente e anche giustamente, non ci voteranno e non ci faranno neanche più votare.
Mai che si parli di noi per una proposta fatta, mai di un'iniziativa strutturata, mai un'idea, un progetto, un pensiero su un qualsiasi tema. Senza contare che non si è ancora neanche data la parvenza di voler gettare le basi per la stipulazione di un programma serio che dica ai napoletani come il PD immagina la città da qui a 5 anni, nonostante il tentativo "generoso" delle quattro giornate programmatiche. Sempre e solo nomi e numeri.
Mi chiamo Francesca Scarpato, ho 24 anni, milito nel Partito Democratico praticamente da quando è nato e nonostante questo mio essere una semplice militante sento, anche sulle mie spalle, il peso di quella che al momento avverto come una possibile catastrofe annunciata.
E dico questo perché io c'ero 5 anni fa quando il nome salvifico della "società civile" di Mario Morcone, frutto di un'incapacità nel governare i processi dell'allora classe dirigente locale, ci portò alla disfatta.
So che cosa i napoletani dicono del "nonno, gattofilo" Antonio Bassolino e lo so perchè faccio politica tra le gente.
Ne mi convince il mantra di questi giorni "non c'è un'alternativa perchè non è nata una nuova classe dirigente".
Io invece credo che, seppur non sempre sotto i riflettori e tra molte difficoltà e spesso anche duri scontri interni, una nuova classe dirigente del Partito Democratico napoletano (e non solo dal punto di vista anagrafico), esista.
Non sto parlando di chi ha ottenuto, in un modo o in un altro, questo o quel posto in questa o quella segreteria ma sto parlando di singole figure che quotidianamente in vario modo, lavorano sul territorio:
Francesco Nicodemo, Leonardo Impegno, Valeria Valente, Gianluca Daniele, Marco Sarracino, Elisabetta Gambardella, Mario Casillo, Gennaro Migliore, Andrea Cozzolino ecc. ecc. (e mi scuserete se non sto qui ad elencarli tutti).
Quale altro partito potrebbe vantare una tanto ricca ed articolata presenza di personalità politiche?
Purtroppo però sono ancora e soprattutto "singoli" che non fanno sistema, cioè non riescono a trovare un accordo comune che superi le pur legittime aspirazioni di ciascuno in funzione della forza dell'intero.
C'è poco tempo ma questo è il compito che gli spetta, e cioè scegliere chi tra loro, in questa occasione, possa meglio cimentarsi alle primarie con Bassolino e vincerle, offrendo una proposta politica, personale e di squadra che apra al futuro e chiuda con un passato di cui chi ha 20 anni, di certo, non può avere nostalgia e meno che mai colpa.
Ps: e chissà che nel frattempo la lettura dei quotidiani non divenga, per questo, meno indigesta!