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Eduardo De Filippo torna al Piccolo Bellini: Dolore sotto chiave e Pericolosamente

Scritto da Lorenzo Riccio Il . Inserito in Teatro

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Con Dolore sotto chiave e Pericolosamente, la grande commedia di Eduardo De Filippo è tornata a Napoli - al Piccolo Bellini dal 6 al 17 gennaio - da sempre sensibile ad opere del grande Autore napoletano.
L’adattamento è ad opera di Francesco Saponaro, classe 1970, tra i registi teatrali più interessanti della scena italiana, che questa volta porta in scena e fa rivivere un lato più di nicchia di Eduardo, caratterizzato da un frizzante surrealismo e da una natura farsesca.

Anticipati da una riscrittura in versi e lingua napoletana della novella I pensionati della memoria di Luigi Pirandello, si avverte sin da subito il tema che caratterizzerà i settanta minuti dei due atti di cui è composto lo spettacolo: l’animo umano e soprattutto la morte.
Il tema trattato è in tutte le sue sfaccettature: morte reale, presunta, cercata e invocata, nonché la morte vissuta da chi resta; il tutto con il tono tragicomico delle due diverse storie, con scene in cui gli equivoci e i colpi di scena sono dietro l’angolo, in una carica emotiva veloce ed espressiva che ben si adatta alla durata, quasi di uno sketch, dell’opera di Eduardo.

Il primo spettacolo, Dolore sotto chiave, scritto nel 1958, esordì nello stesso anno come radiodramma con Eduardo e la sorella Titina a interpretarne i protagonisti, i fratelli Capasso. La vicenda, ai limiti del surreale, narra di Lucia Capasso che per mesi, approfittando delle frequenti assenze di lavoro di suo fratello Rocco, gli nasconde la morte della moglie. La donna agisce così temendo che Rocco, per il dolore, possa compiere una sciocchezza, ma in realtà gli eventi prenderanno una piega comica e inaspettata.

L’opera è stata portata in scena già due volte con la regia dell'autore, con Regina Bianchi e Franco Parenti in occasione della riapertura del Teatro San Ferdinando di Napoli nel 1964 (insieme a Il berretto a sonagli di Luigi Pirandello) e nel 1980 (insieme a Gennareniello e Sik-Sik) con Luca De Filippo e Angelica Ippolito.

Il regista Francesco Saponaro conferma che "Dolore sotto chiave parte da un’intensa ispirazione pirandelliana. Il tema della morte incombe silenzioso e il dolore del lutto viene nascosto e soffocato da un gioco sottile di ricatti e sottintesi: i buoni sentimenti come la carità cristiana, la compassione o la mania borghese della beneficenza diventano armi improprie per dissimulare, negli affetti, quella segreta predisposizione dell'essere umano al controllo e al dominio sull'altro”.

Il collegamento a Pericolosamente è un oggetto - la rivoltella - evocata nel primo atto e sfoggiata nel secondo come escamotage di Arturo per “disciplinare” la moglie bisbetica. E’ una pièce teatrale del 1938 che gioca sul classico litigio coniugale caricandolo dei toni grotteschi: Arturo, esasperato dalle intemperanze della moglie Dorotea, è solito, quotidianamente, impugnare una rivoltella e spararle per farla tacere. La pistola è caricata a salve, ma Michele, amico della coppia che assiste alle schioppettate quotidiane, non lo sa e l'abitudine di Arturo scatena in lui una reazione di terrore dalle conseguenze tragicomiche e surreali.

La sfida per l’opera rappresentata al Piccolo Bellini è grande, soprattutto perché il fratello maggiore – Teatro Bellini, a qualche metro in altezza in linea d’aria – ospita uno degli eventi teatrali più attesi dell’anno: lo spettacolo dei fratelli Servillo, La parola canta, che in pochi giorni ha saputo ammaliare gli spettatori e riempiere le poltrone e i palchetti del Teatro.
Ma la sfida è pienamente vinta dal regista Saponaro ed a testimoniarlo ci sono i posti esauriti per la serata di Sabato e i giudizi positivi di un pubblico che tributa al trio e al regista un meritato applauso a scena aperta.


Per maggiori inforemazioni:
Teatro Bellini: http://www.teatrobellini.it
Dolore Sotto Chiave e Pericolosamente: http://www.teatrobellini.it/spettacoli/97/dolore-sotto-chiavepericolosamente