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“Tamarri in Poltrona”, Tony Tammaro al Teatro Diana

Scritto da Enrico Mezza Il . Inserito in Musica

tony tammaro

Volendo consultare la Treccani, “tamarro: s. m. (f. -a) [prob. dall’arabo tammār «mercante di datteri»]. – Voce region., in uso nell’Italia merid., e da lì diffusa anche altrove nel gergo giovanile per indicare persona, per lo più di periferia, dai modi e dall’aspetto rozzi, volgari, villani”. Tuttavia, per capire il reale significato della parola, non occorre consultare un’enciclopedia o un dizionario, piuttosto è utile sincronizzarsi su “Tamarradio”.

 

Dopo essersi esibito in più di 2000 concerti, l’autore di “Patrizia” e “Scalea” solca il palcoscenico del Teatro di Diana. Il giorno 8 Febbraio va in scena: “Tony Tammaro nei Teatri, Tamarri in Poltrona”. Per l’occasione, Tony sarà accompagnato da tutta la sua band: Ivan Ciavarella (chitarra), Tony Martuccelli (batteria), Nino Casapulla (tastiere), Paolo Pollastro (basso), nonché dal soprano Annalisa D’Agosto, dall’orchestra di dall’orchestra di Pasquale Aiezza, dal baritono Enrico Siniscalchi e da Rossella Bruno ai Cori.
D’altronde, una voce sola non può raccontare la storia di Tony e della “musica tamarra”, nata e cresciuta fuori dagli schemi.

Nel 1989 il cantante napoletano registra il suo primo album, dal titolo: “La mia prima cassetta di musica tamarra”. La raccolta, che contiene tra le altre “Patrizia”, è un manifesto ideologico-culturale. Tony intende ironizzare su una figura tipica del Mezzogiorno: il tamarro. Quest’ultimo non è semplicemente assimilabile al cafone, ma va oltre.
Il tamarro è il minimo comune denominatore di quello che potrebbe definirsi il “napoletano medio”, vittima delle sue contraddizioni, ma vincente nella sua spensieratezza.

Più nel dettaglio, il tamarro non è un basico, né un arrogante. E’ un individuo dalla scorza dura e dagli istinti semplici. Come Patrizia, si crogiola al sole, sentendosi attraente mangiando la sua frittata di maccheroni. Ma non solo, come si vedrà.

Difatti, la storia discografica di Tony non s’interrompe. Passa da “Nun chiagnere Marì” a “Se potrei avere te”. Passa, soprattutto, per Tamarradio.
Nel 1999, Canale 9 mette a disposizione dell’autore uno spazio televisivo, dove inscenare la versione tamarra di MTV. Tammaro è il conduttore di un programma musicale, integralmente dedicato alla sua musica. Lo assistono, tra gli altri, DJ Sacchetto ed Angela. E’ l’apoteosi.
Diverse generazioni di giovani crescono sulle note di “’O Trerrote”, “Mio fratello fuma a scrocco” e “Teorema”. Sullo sfondo, l’incisione del suo prima best of: “Tutto Tony Tammaro”, che ha collezionato più di 30000 copie vendute.

La musica tamarra tocca alle terminazioni nervose di ogni napoletano, perché, creando un apparente ossimoro, è sofisticata e leggera. L’ironia di Tony non è mai sopra le righe sul serio, ma solo per gioco, solo per licenza poetica (o tamarra). Il cantante tamarro, pertanto, decanta Napoli ed i napoletani nella loro genuinità, senza orpelli.

In questo modo, la musica tamarra oltrepassa i confini della città partenopea e di Scalea, fino ai palcoscenici nazionali. Tony è spesso ospite nelle reti radiotelevisive e radiofoniche nazionali, come in “Notti mediterranee” su Rai2. Anche per questo, con “The Dark Side of the Moonnezz” viene inciso in italiano e non più in dialetto.

Il giorno 8 Febbraio Tony porterà sul palcoscenico tutta questa esperienza tamarra, che stavolta potrà essere ascoltata comodamente seduti in poltrona. Senza sforzi, in comodità. E’, dunque, consigliabile far prima un po’ di palestra: “aerobic tamar dance, aerobic tamar dance, scenne 'a panza, scenne 'a panza aerobic tamar dance, aerobic tamar dance” !