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La risposta di Marco Sarracino allo scorso editoriale di Berardino Impegno

Il . Inserito in A gamba tesa

sarracino

Ho letto con attenzione l'editoriale del mio caro amico Berardino Impegno, e ringrazio la redazione di QDN per avermi offerto un importante spazio di risposta al suo scritto.

La Fonderia è stata la più grande occasione mancata dai cosiddetti "quarantenni" del PD. Mi consentirete, ma a quell'appuntamento c'ero, chiesi a tutti di oltrepassare il rubicone. Non lo fece nessuno degli interessati, persi nelle logiche del tatticismo che per troppi anni hanno incatenato il Partito Democratico di questa regione. Lo fece Vincenzo De Luca, che dopo qualche mese vinse le primarie, lo fece Antonio Bassolino che tutti sapevano si sarebbe candidato sindaco, lo ha fatto il sottoscritto, sfidando lo stesso Bassolino.
Mi perdonerà il mio caro amico Berardino, ma tutto si può dire meno che l'operazione avvenuta in maniera "last minute" a Roma, sia coraggiosa e autentica, anzi, rischia o forse in parte già lo sta diventando, di rappresentare la solita manovra di ceto politico priva di qualsiasi novità e innovazione.
Mi permetto di dare dei consigli, dal basso della mia giovane età, e con l'umiltà di uno a cui può piacere anche De Coubertin, ma gioca sempre per vincere: forzare nella costruzione di una narrazione per cui gli attuali quarantenni del PD non abbiano alcuna responsabilità politica con i disastri degli ultimi venti anni, è il peggior errore che si possa commettere, specie se si immagina di vincere le secondarie. Perchè quando Antonio Bassolino ha fatto il sindaco di Napoli io di anni ne avevo quattro, e quando sempre gli stessi quarantenni occupavano, nella maggior parte dei casi sempre grazie a Bassolino, gli uffici di palazzo San Giacomo, io di anni ne avevo nove. Analizzare quindi cosa è stato il passato è giusto, far credere ai napoletani che con quel passato non si è appartenuto non lo è. Non serve un esperto di comunicazione politica per accertare che quanto detto è una ovvietà.
Ecco anche perchè mi sono candidato alle primarie: perchè credo che se questa città cerca una novità, se questa città chiede una nuova energia, se questa città è finalmente pronta a farsi governare da qualcuno che la vive ogni giorno ed ha subito sulla propria pelle i problemi di chi invece li ha causati, allora necessita sicuramente di profili che negli anni non abbiano mai avuto alcuna responsabilità, nel bene e nel male. E il fatto che tanti ex elettori del PD, torneranno a votarci sia alle primarie sia alle secondarie, è la dimostrazione che forse, le scelte autentiche funzionano di più rispetto alle brutte copie.