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Elezioni amministrative? Non solo Napoli

Scritto da Giuseppe Cozzolino Il . Inserito in A gamba tesa

napoli dallalto

La scena del dibattito riguardante le elezioni amministrative è interamente occupata dalla prima attrice ovvero la città di Napoli, ma non bisogna dimenticare che esistono anche personaggi secondari.

Quando leggiamo un libro è assai facile e necessario assumere il punto di vista del protagonista, ma, in un racconto, spesso ci sono numerose figure minori, definite tali per lo spazio loro assegnato, ma non per questo ininfluenti sull'equilibrio complessivo della storia; allo stesso modo per le elezioni amministrative di quest'anno al di là della città capoluogo,oggi città metropolitana, vanno al voto altri 16 comuni, di cui 8 al di sotto dei 15000 abitanti: Agerola, Camposano , Casandrino, Castello di cisterna, Massa di somma, Piano di Sorrento, San Sebastiano e Serrara Fontana; 8 di dimensioni superiori: Arzano, Frattaminore, Poggiomarino, Vico Equense, Villaricca, Volla e, tra cui spiccano per numero di abitanti Casoria, con i suoi oltre 78000 abitanti terzo comune della provincia e Castellammare di Stabia con i suoi quasi 66000 abitanti. Di questi comuni la maggior parte è governata da liste civiche, segno della diffidenza, nei livelli locali verso i partiti; il partito democratico è invece al governo a Poggiomarino e nella coalizione che governa Villaricca; i comuni di Castellammare, Frattaminore e Volla vanno invece al voto per motivi differenti dalla scadenza naturale del mandato.
Dal punto di vista del centrosinistra il dato che va rimarcato, riguardo questa tornata elettorale, è la tendenza sempre maggiore, anche per i piccoli comuni, alla scelta democratica del candidato a sindaco tramite le primarie, dimostrazione di una maturità non scontata delle classi dirigenti locali. Un nuovo modus operandi affermatosi ai livelli superiori sempre più riesce a occupare spazio a livello locale, dove, le vicende politiche spesso intrecciandosi a quelle personali hanno reso sicuramente più difficoltosa la affermazione di tale metodo.
Un giudizio complessivamente positivo va dunque espresso in merito al grado di consapevolezza che il partito democratico ha raggiunto nei nostri comuni, chiaro segno della volontà di rappresentare una sinistra moderna e maggioritaria, anche se, inevitabilmente, persistono situazioni complesse, tra cui proprio quelle dei due principali comuni che vanno al voto, ovvero Casoria e Castellammare dove, per varie ragioni, la sfida politica assume maggior rilevanza. Nel primo caso, concreto è il rischio di commissariamento del partito, mentre a Castellammare la fase congressuale sarà supervisionato da Gennaro Migliore, membro della segreteria regionale. In entrambi i comuni il punto di rottura è rappresentato dalla scelta del candidato sindaco e, dunque, proprio da quel metodo appena elogiato: le primarie. Concludo quindi con un augurio alle classi dirigenti del PD di questi due grandi comuni: che possano dimostrare la maturità e la consapevolezza adatti al raggiungimento di importanti obiettivi.