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L'angolo del libro: "Che s'adda fa' pe' murì!" di Alessandro Migliaccio

Scritto da Francesca Scarpato Il . Inserito in Letteratura

Migliaccio

La meravigliosa vista sul golfo da cui si riesce a godere da un po’ tutta la citta, la pizza (e il cibo in generale), l’arte, i musei, la storia ed il folclore sono tutti elementi che rendono, da sempre, la nostra Napoli una della mete turistiche più ambite e ricercate nel mondo, nonché musa ispiratrice per celebri canzoni, film e libri. Eppure, purtroppo, riescono ad essere oggetto di medesimo interesse quegli elementi che, invece, da sempre si distinguono per renderla invivibile: la perenne emergenza rifiuti, frequenti episodi di malasanità, l’onnipresenza della malavita organizzata ormai in ogni settore e così via.
Ed in effetti, è proprio da episodi di cronaca che Alessandro Migliaccio, giovane giornalista napoletano, ha tratto spunto per la creazione della sua opera:“Che s’adda fa’ pe’ murì”.

Il libro, pubblicato lo scorso giugno, segue le fila di un’inchiesta che fa luce sulla speculazione ed il malaffare che circondano il mercato dei funerali e dei loculi. L’idea, come ci spiega lo stesso Alessandro, nasce a seguito di una segnalazione fattagli da una sua fonte su uno strano monopolio detenuto da un’impresa funebre del casertano che, non solo non permetteva a nessun’altra impresa di operare nel proprio territorio, ma imponeva anche prezzi assurdi (5.000 / 6.000 euro) che venivano passivamente accettati dai più, che per timore o per ignoranza preferivano non ribellarsi.
Di lì la voglia e la curiosità hanno portato il nostro autore ad indagare sempre di più, andando al di là del singolo episodio, portando alla luce un giro d’affare tanto illecito quanto sorprendente, dal momento che Napoli ha storicamente avuto un grande rispetto ed una grande devozione per il culto dei morti.
Ed invece: tombe profanate e rivendute, cadaveri che spariscono o che vengono spostati da una nicchia all’altra, morti che viaggiano in ambulanza, imprese funebri private subdolamente inserite in strutture ospedaliere pubbliche e tanto altro ancora.
“Il libro” continua Migliaccio “vuole essere in sostanza una denuncia: le persone hanno il diritto di sapere la verità e la malainformazione deve essere combattuta a poco alla volta perché è l’ignoranza a renderci volubili”.
Insomma potremmo concludere dicendo che, se per questi napoletani quotidianamente alle prese con criminalità e disoccupazione è lecita la domanda “che s’adda fa’ pe’ vivere?”, è ancor più lecita la domanda “che s’adda fa’ pe’ murì?”.

 

Alessandro Migliaccio

Che s'adda fa' pe' murì!

Edizioni Vertigo, 77 pagine, 14 Euro

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