fbpx

RcA, ci pensa Di Maio, il mago di Avellino

Il . Inserito in A gamba tesa

giggi di maio

Il Deputato Luigi Di Maio, futuro Premier quando il movimento salva tutti prenderà il 50%, invece di sostenere, l’azione politica, di un’equa RcA per i virtuosi, del collega del PD Leonardo Impegno, lo attacca da perfetto politicante discendente diretto della Prima Repubblica: questo è il nuovo?

Ma questi “personaggetti”-copyright De Luca- non hanno sempre dichiarato che mai avrebbero fatto mancare il sostegno alle battaglie giuste nell’interesse generale a prescindere da altro? (tra l’altro vedi anche quella sulle unioni civili!!!). Difatti non potendosi attribuire la paternità che fonda le sue origini nella battaglia iniziata da Impegno il 5 febbraio 2014 con la presentazione di un emendamento all.art 8 del Decreto “Destinazione Italia”, cerca di denigrare.
L’Emendamento noto a tutti che spaventò non poco la potentissima lobby dell’Ania, in sintesi prevedeva per l’automobilista virtuoso la tariffa-premio piu bassa che ciascuna compagnia doveva riconoscere agli automobilisti virtuosi senza distinzione territoriale. A dare forza e sostegno, Impegno ed altri, lo stesso emendanento l’8 maggio 2014 sarà depositato in cassazione sotto forma di proposta di legge di iniziativa popolare ”RcAuto,Tariffa Italia”, con relativa costituzione di un comitato per la raccolta firme che a tutt’oggi è in vita. Questa intrapresa è una battaglia difficile che ha necessità dei suoi tempi, la posta in gioco è enorme e la lobby è la più potente che c’è in Italia, forse il Deputato Di Maio non si rende conto che gli interessi in campo sono importanti vasti e delicati forse anche strategici per il sistema. Era doveroso fare delle precisazioni arrivati a questo punto della battaglia, ritenendo che sono da plaudire chi ha contribuito e sostenuto la meritoria iniziativa, ma allo stesso modo di diffidare di chi vuole denigrare a fini propagandistici chi da anni lavora per una maggiore equità della RcA e condurla nei binari europei. Abbiamo più volte sottolineato della comodità di fare gli imprenditori in un settore l’RcA, dove esiste un obbligo di legge, scarsa concorrenza e altrettanto scarsa trasparenza, niente controlli dei bilanci. Da tempo per la Rca questo status quo non regge più e le compagnie di assicurazioni, invece di proporre alternative, lavorano al mantenimento della loro reddittività, cercando di dividere il fronte pro tariffa Italia costruito alla Camera in più di due anni da volenterosi e determinati parlamentari che ne hanno colto l’importanza. E’ noto a tutti che in Italia si riesce a guadagnare molto bene con la Rca mentre in Francia, Germania, Gran Bretagna, Spagna, responsabilmente applicano il principio della mutualità con rigoroso equilibrio, rendendo, in effetti un servizio alla risoluzione del problema sociale per cui è nata l’obbligatorietà di assicurare un veicolo: la certezza del risarcimento del terzo. Infatti i loro conti sono poco meno che sotto al pareggio, riuscendo finanche a far pagare agli assicurati un premio medio decisamente inferiore e di molto al premio medio che pagano gli italiani. In questi paesi le compagnie di assicurazioni guadagnano sugli altri rami. Durante questo tempo trascorso dove si è creato un movimento forte di opinione che le tariffe Rca potessero calare sicuramente, le tariffe sono calate e questo è un dato inoppugnabile, a chi lo vogliamo attribuire? Alla fatina del dentino? O al Mago Giggì di Avellino?