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Un'opportunità oltre la paralisi‏

Scritto da Dalia Casula Il . Inserito in Vac 'e Press

bagnoli

Napoli si estende dalle pendici del Vesuvio alla valle di Bagnoli. Il porto e la valle sono stati i suoi motori, l’una ha fatto la fortuna di questa città, della Campania e del mezzogiorno da che se ne ha memoria, l’altra per un quarto di secolo. Entrambe hanno reso grande Napoli e la sua gente, entrambe sono ancora oggi l’incognita per le sue fortune.

Su Bagnoli non c’è tempo da perdere, sono trascorsi 26 anni dal 20 novembre del 1990, quando centinaia di caschi gialli assistettero sgomenti all’estremo sussulto dell’ ultimo altoforno ancora acceso, fu una morte per eutanasia industriale. Da allora nessuna soluzione è stata risolutiva per restituire alla comunità questo bene. La bonifica è ferma al 30,5%, nonostante l’abbattimento dei manufatti e la vendita degli impianti, avvenuti a cura del CIPE e delle STU che si sono susseguite nel possesso e gestione dei terreni, questi devono essere ancora bonificati.

Tuttavia sin dalla nomina del Commissario Nastasi è stata chiara l’intenzione del governo di porre fine all’empasse, Bagnoli è l’opportunità per la ripartenza del mezzogiorno che, dal 2007 è l’ altra Italia,quella del ritardo. Infatti a differenza delle opere di recupero del patrimonio industriale sparse nella penisola a seguito della deindustrializzazione, di cui è un esempio il Lingotto di Torino trasformato in fabbrica culturale, qui nulla è stato fatto perché tra ritardi ed inchieste sono falliti i diversi progetti di riqualificazione.
Ieri Napoli ha detto “sì” all’unanimità in conferenza di servizio al piano presentato dal commissario governativo Nastasi insieme con Arcuri,A.D. d’ Invitalia , questa è una possibilità per il futuro della città, nonché l’operazione ambientale più imponente nella storia d’Italia se non d’Europa, attraverso la bonifica di 247,5 gli ettari di terreno, lo stanziamento di circa 300 milioni di euro dal Governo e 32 mesi di tempo.
Questa dichiarazione sembra superare l’approccio immobilista determinato dal continuo oscillare tra indecisione e dubbio, e da De Magistris. Il sindaco che aveva istigato tutti i borghesi populisti ed antisistema contro gli interventi di recupero e può essere considerato il responsabile morale dei tafferugli sul litorale, è stato smentito clamorosamente dal piano presentato: tutt’altro che “le mani sulla città”. Si apre un capitolo nuovo, una svolta per la cittadinanza,ma soprattutto la classe dirigente dopo 25 anni di stallo. Il piano è l’ esatto contrario: viene restituita l’intera linea di costa ai cittadini di Bagnoli e Coroglio, predisposto il porto ed il parco verde, nonché progettato un polo d’eccellenza per l’high- tech e la ricerca.Insomma a De Magistris resta altro che prendere atto del suo paralizzante errore.
Oggi più di ieri Napoli può essere una città in grado di rinnovarsi,ha l’opportunità di essere trampolino per la ripresa del mezzogiorno, sebbene un solo obiettivo non crea un sistema, è comunque l’inizio del cambiamento di questa è più che mai una città dormiente.