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Silvio c'è...anche in Campania

Scritto da Antonio Indolfi Il . Inserito in Succede a Napoli

Con i voti persi dal PDL in Campania alla Camera si sarebbe potuto costituire il secondo più grande partito della Regione: è questo il macro-dato che racconta meglio di tante analisi il crollo del partito che pure resta in testa alle preferenze dei campani. Una débacle che è del tutto in linea con il ridimensionamento subìto a livello nazionale, dove il 45% degli elettori di 5 anni fa ha deciso di non riconfermare la propria fiducia all’ex presidente del Consiglio ed alla sua compagine. Un dato, quello campano, acuito in particolare alla Camera, dove il calo tocca una punta del 48% dei voti del 2008; mentre al Senato la presenza di candidature “pesanti” limita l’emorragia.
Cosa emerge da questo tracollo? Due elementi, a mio avviso.
Primo: il PDL campano, nonostante la mala gestione della Regione, risente della perdita di consenso non più di quanto non ne risenta il partito nazionale. Evidentemente, una fetta ancora cospicua di campani ritiene di potersi riconoscere in uno schieramento guidato da Berlusconi. Il Movimento 5 stelle ed il Partito Democratico si attestano su cifre ancora non sufficienti a scalzare l’egemonia pidiellina. Gli 865 mila voti della Camera, inoltre, somigliano notevolmente alla cifra raccolta dal partito alle ultime regionali del 2010 ( allora furono 870 mila i voti espressi). Segno di un radicamento ancora fortemente presente, e restio a svanire nonostante la pessima performance al governo di Palazzo Santa Lucia.
Secondo dato: la defezione di Cosentino, al centro delle polemiche nel corso della campagna elettorale, non ha segnato una flessione particolare del riscontro elettorale. Due possibili ipotesi possono essere dunque esposte: o l’apparato-Cosentino è stato soppiantato da un altro, altrettanto radicato sul territorio; o, dietro le quinte, lo stratega di Casal di Principe ha gestito ugualmente le fila di questa campagna per certi versi sorprendente. Se sia vera l’una o l’altra delle ipotesi lo scopriremo probabilmente con il prossimo dipanarsi delle vicende relative al governo della Regione, osservando le mosse di Caldoro e dei consiglieri PDL ancora riferibili allo stesso Cosentino.